SPECIALE

VERSO LA RIAPERTURA DEI TEATRI

Teatro della Cooperativa

IL TEATRO DELLA COOPERATIVA 

PER IL 25 APRILE

COMUNICATO STAMPA

In questi giorni avremmo dovuto essere in scena sul palco del Teatro Filodrammatici di Milano con Mai Morti, che quest’anno festeggia il ventennale. La nostra speranza è di riprendere al più presto lo spettacolo dal vivo, in attesa per celebrare insieme l’anniversario della Liberazione abbiamo deciso di condividere via streaming questo spettacolo.

Lo spettacolo sarà disponibile gratuitamente il 25 aprile a partire dalle 20.30 fino alle 24.00 sul sito e su tutti i canali social del Teatro della Cooperativa e sul sito del Teatro Filodrammatici di Milano.

Mai Morti è una affabulazione nera, che fa discutere, arrabbiare, divide, emoziona e commuove.

Con una scrittura evocativa, Renato Sarti ripercorre la nostra storia recente attraverso i racconti di un fascista mai pentito, Bebo Storti, un nostalgico delle belle imprese del Ventennio fascista, oggi impegnato in prima persona a difesa dell’ordine pubblico contro viados, extracomunitari, zingari e drogati.
Mai Morti era il nome di uno dei più terribili battaglioni della Decima Mas. A questa formazione, che operò a fianco dei nazisti nella repressione anti-partigiana, e al magma inquietante del pianeta fascista il personaggio guarda con delirante nostalgia. Durante una notte milanese dei nostri giorni, il protagonista si abbandona a ricordi sacri, lontani, cari. Evoca le gloriose azioni della Ettore Muti, come le torture praticate nelle stanze di quello che diventerà il Piccolo Teatro di Milano.

Ricorda le stragi compiute dall’Esercito Italiano in Africa e l’uso indiscriminato e massiccio dei gas contro le popolazioni civili. Ad animare i suoi sogni a occhi aperti sono anche alcune vicende del passato più prossimo e del nostro presente: dalla strage di piazza Fontana nella Milano incandescente del 1969, fino al G8 di Genova del 2001.

Un monologo che cerca di rammentare, a chi se lo fosse dimenticato o non l’avesse mai appreso, che la parola antifascismo ha ancora un fondamentale e profondo motivo di esistere e per riflettere su quanto, in Italia, il razzismo, il nazionalismo e la xenofobia siano difficili da estirpare.

Il testo di Mai morti è edito da Cue Press.

MAI MORTI - Dalla recensione del gennaio 2019

VOGLIA ASSASSINA DI MORTE

Mai morti" con Bebo Storti: un viaggio necessario nelle vergogne italiane -  Il Flâneur - Il Flâneur

Una nera fascistissima voglia assassina e perversa di morte è presente in ogni battuta di Mai morti, l’inquietante monologo scritto da Renato Sarti e interpretato da Bebo Storti […]

Mai morti è spettacolo cult del Teatro della Cooperativa, che dal 2003 è lì a dipanarci un viaggio nella violenza e nell’odio razziale e politico. Un viaggio per nulla cronologico che ha per insana guida le memorie e le violente intenzioni di tornare a dettar legge di un vecchio fascista che, superati i limiti fisici dell’uomo, diventa l’emblema di un’ideologia perversa che non smette tutt’oggi di germogliare e alzare orgogliosamente il capo.

Ho visto più volte lo spettacolo e mi è evidente come nella scrittura e nella stesura di Renato Sarti lo spettacolo non è mai chiuso e forse, purtroppo, non lo sarà mai, perché i tentativi di un ritorno alle violenze di regime nuovamente violento e razzista sono testimoniati anche nella nostra quotidianità attuale.

Mai morti ripercorre, non seguendo come detto una linea cronologica, più di ottant’anni di storia italiana dalle stragi di africani, ebrei, rom con tanto di corollario di documenti che puntualizzano crudeli torture alle vittime, al dopoguerra, dagli anni Settanta con lo stragismo fascista ai fatti del G8 di Genova, con dentro le sue vittime innocenti dai morti della Banca a Pinelli, a Carlo Giuliani.

Lo spettacolo che stigmatizza l’abiezione fascista, un mix pericoloso di ignoranza e pregiudizi, ci induce a far attenzione e resistere alle tante forze xenofobe di nuovo operanti in Europa e qui da noi.

Al mai morto fascista dà voce, corpo e sostanza Bebo Storti, da sempre forza e presenza emblematica dello spettacolo di Renato Sarti.

Adelio Rigamonti