MI VOLEVA STREHLER

(Visto al Teatro Gerolamo il 9 marzo 2018)

Risultati immagini per mi voleva strehlerDi Umberto Simonetta e Maurizio Micheli – Regia di Luca Sandri

LUNGA VITA A MAURIZIO MICHELI E AL “SUO” FABIO ALDORESI

Ho visto Mi voleva Strehler quarant’anni  fa al Teatro Gerolamo, l’ho rivisto quarant’anni dopo al Teatro Gerolamo il 9 marzo 2018, un ennesimo ritorno di Maurizio Micheli col suo  personaggio cult di Fabio Aldoresi alle prese con la difficile, farneticante e spassosa preparazione per sostenere un provino con lui, il maestro, Giorgio Strehler.  Fabio Aldoresi, livornese trapiantato a Bari e poi a Milano per fare teatro, è attore che naviga nell’aurea mediocritas di fumosi e scalcinati cabaret dominati da rozzi impresari/padroni e frequentati da pubblico ignorante e cafone ed è proprio da questi luoghi, in cui aleggia una cultura dimessa e marginale, che l’attore, costretto a interventi non propriamente elevati, vuole fuggire.

Lo spettacolo, per quanto mi possa ricordare di quella prima volta, mi sembra immutato e sicuramente non mostra nessuna grinza o appannamento da invecchiamento (migliaia le repliche) e Maurizio Micheli ripropone il suo personaggio, con alcuni riferimenti autobiografici, con invidiabili verve e freschezza che l’età anagrafica non ha appannato.

Tra Brecht e Living Theatre il testo ripropone uno spaccato culturale dell’Italia Anni 70, soprattutto nell’enclave milanese,  in cui, nel bene e nel male, ci sono i lunghi strascichi del ‘68 ricchi di rivolgimenti epocali,  soprattutto nella cultura prima che la città diventasse solo da bere. Il tutto è narrato come in presa diretta e senza nostalgia ed è ancora attualissimo calato nell’attuale depressione culturale e politica che ci circonda.

La grandezza di Micheli sta nel dare classicità a un attore di infimo cabaret con il grande sogno di lavorare con Strehler, un sogno che si chiude amaramente intrattenendo il  Maestro con il brano più odiato del suo repertorio di cabaret: “così volea volare l’uselin de la comare”. Lunga vita a Maurizio Micheli e al suo imperdibile Mi voleva Strehler.

Adelio Rigamonti