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DUE

(Visto l’8 febbraio 2018 al Teatro Manzoni)

Di Astutillo Smeriglia e Luca Miniero – Regia di Luca Miniero

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DUBBI PREMATRIMONIALI

 Il Teatro Manzoni ripropone, dopo il grande successo della scorsa stagione, dall’8 al 25 febbraio, Due, la commedia di Astutillo Smeriglia e di Luca Miniero, con Raoul Bova e Chiara Francini diretti dallo stesso Luca Miniero.

La piéce rappresenta un ritorno al teatro per Raoul Bova dopo i molti successi cinematografici e televisivi mentre per Luca Miniero è un felice esordio nella regia  teatrale.

Chiara Francini si riconferma animale da palcoscenico per la vulcanica energia, la presenza scenica, la mimica e l’ampio registro vocale che caratterizzano la sua interpretazione.

La storia racconta di una coppia in procinto di sposarsi e il dialogo tra i due si realizza attorno a un letto in fase di montaggio.

La scenografia, curata da Roberto Crea, si presenta quindi essenziale e volutamente scarna a simboleggiare una fase di costruzione di un rapporto nella quale i due (ma soprattutto lei) vengono assaliti da dubbi e incertezze sul passo che stanno per compiere e su cosa riserverà il futuro per loro. Marco e Paola come saranno tra vent’anni? Si ameranno ancora?

La pièce ripropone lo stereotipo che vede il mondo maschile e femminile agli antipodi riguardo al modo di affrontare la vita, anche quella di coppia.

Marco è fiducioso nel loro rapporto e si affida al futuro con tranquillità così come con estremo ottimismo pensa di poter montare il letto matrimoniale senza le istruzioni. Paola invece ha bisogno di certezze e rassicurazioni, è fragile e insicura, si interroga, cerca di darsi delle risposte, si fa prendere dall’ansia, vorrebbe dominare il proprio destino.

Sul palco  sagome in legno rappresentano personaggi del futuro: loro stessi tra vent’anni, i figli, gli amanti, il filosofo Epicuro. Gli attori daranno di volta in volta voce alle figure evocate con ritmo incalzante, momenti di grande ironia e altri di riflessione.

Riflessioni alle quali ci porta Chiara Francini con i pensieri irriverenti e senza mezzi termini, carichi di comicità del personaggio di Paola e Raoul Bova attraverso citazioni e aforismi  del personaggio di Marco, prestante istruttore di educazione fisica con velleità filosofiche.

I momenti salienti dello spettacolo vengono supportati da piacevoli intermezzi  danzati.

Piace Raoul Bova che ha voluto mettersi alla prova con il teatro convincendo il pubblico con la sua recitazione elegante e spontanea tuttavia a volte messo un poco in ombra dalla felice esuberanza di Chiara Francini che monopolizza il palco con la sua irruenza tutta toscana che a tratti la fa somigliare a una sorta di Benigni in gonnella.

Uno spettacolo che ha ben meritato gli applausi del pubblico della prima.

Marina Salonia