LA MOLLI

(Visto alla Camera del Lavoro di Milano il 7 marzo 2018)

Risultati immagini per scommegna la molliDi Arianna Scommegna e Gabriele Vacis – Regia di Gabriele Vacis

LA MOLLI DI ARIANNA

In occasione della Giornata Internazionale della Donna la FISAC CGIL di Milano e il Coordinamento Donne di FISAC CGIL Milano e Lombardia hanno offerto, mercoledì 7 marzo, nella Sala Di Vittorio della Camera del Lavoro di Milano, La MolliDivertimento alle spalle di Joyce, di Gabriele Vacis e Arianna Scommegna.

Tra le numerosissime perle interpretative che Arianna Scommegna ha regalato al pubblico italiano nella sua intensissima carriera di attrice, La Molli, rivisitazione coraggiosa e assai suggestiva del monologo di Molly Bloom che conclude l’Ulisse di Joyce, è a mio parere quella più pura e luminosa.

Come il finale dell’Ulisse, La Molli è un lungo monologo interiore splendidamente esternato, buttato in faccia al pubblico con ironia, sarcasmo, in un su e giù senza pause, senza punteggiature tra passioni, ribellioni, dolcezze, tra verità e menzogne.

Come la Molly di Joyce, la Molli di Scommegna e Vacis, attualizzata e milanesizzata con garbo, è donna tutta carne e sangue, una sorta di una nuova lontana Penelope. Se Penelope è fedele e quasi monocorde nella lunga attesa di Ulisse dalla guerra di Troia, qui Molli è donna controversa in bilico tra l’essere e il desiderare, il pianto e il rimpianto, una Molli che si consuma (quasi conficcata su una sedia, accanto solo un bicchiere d’acqua e alcuni fazzoletti di carta) in una sola notte in attesa del rientro a casa del marito impegnato in certi bagordi e in probabili tradimenti.

Certo non è possibile avvicinare il termine monocorde all’interpretazione di Arianna Scommegna, splendida e intensa nel giocarsi lo scomodo personaggio con immediati e improvvisi cambi di ritmo, di tono, quasi di genere. Un gioco perfetto che esalta, in ogni minimo particolare (anche un semplice movimento delle mani o in un battito di ciglia) il grande e faticoso lavoro che vi sta alle spalle prima di mettere il piede sul proscenio di un palco.

Il testo felice, intenso e veloce è, come recita il sottotitolo, un divertimento alle spalle di Joyce, presentato tuttavia senza tradire per nulla né il personaggio né l’autore dell’Ulisse; un testo percosso e vivificato in ogni sua piega da una splendida Scommegna, benché lo spazio, pur sempre generosamente offerto a grandi eventi di spettacolo, abbia mostrato alcune pecche tecniche e organizzative: peccato veniale se sul palco si agita la forza interpretativa di un’attrice sorretta da gran forma.

Adelio Rigamonti