IERI È UN ALTRO GIORNO

(Visto il 6 aprile 2018 al Teatro Martinitt)

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Di Silvain Meyniac e Jean François Cros – Regia di Eric Civanyan 

TRAVOLTI DA UN’ONDATA DI FOLLE COMICITÀ

Recensione

Il Teatro Martinitt propone dal 5 al 22 aprile uno spettacolo non comune per i palcoscenici italiani.

Si tratta di una commedia di Silvain Meyniac e Jean François Cros che porta in scena tutto il particolare e sofisticato humor francese, vincitrice del premio Moliére nel 2014 e uno dei maggiori successi a Parigi delle ultime due stagioni teatrali.

La piéce, adattata per il pubblico italiano da Luca Barcellona, si svolge in uno studio legale dove il dottor Pietro Paolucci, avvocato probo e irreprensibile, con qualche atteggiamento maniacale e tic nervosi, il cui motto è “ordine e disciplina”, rimane vittima di una giornata assurda e inspiegabile alla ragione umana, una giornata che sembra non finire mai perché ogni cosa sembra ripetersi all’infinito come una specie di maledizione.

Tutto ha inizio quando l’avvocato Paolucci, interpretato in maniera magistrale da Gianluca Ramazzotti, si lascia convincere dal padrone dello studio Bernardo (Antonio Conte) e dal  genero di quest’ultimo (Alessandro Sampaoli), entrambi senza scrupoli, a commettere una scorrettezza (distruggereun testamento) in modo tale da permettere a una loro ricca cliente (Stefania Barca) di ereditare tutto il patrimonio del defunto marito (Antonio Cornacchione). Questo con la promessa di poter lavorare in un prestigioso ufficio legale di Londra.

Da quel momento qualcosa si inceppa e l’avvocato Paolucci inizia a vivere la sua assurda avventura con il defunto marito della loro cliente. All’inizio non capisce che si tratta di lui ma quando constata che quella persona è solo lui a vederla inizia a comprendere.

Neanche il pubblico capisce all’inizio perché le scene continuano a ripetersi, perché la sua segretaria (Milena Miconi) continua a fargli firmare lo stesso documento, perché Bernardo continua a bussare alla porta ripetendo la stessa frase di apprezzamento sui sigari che tiene sulla scrivania.

La storia è folle e spassosa e la perfetta regia di Eric Civanyan ne fanno un piccolo capolavoro. I tanti applausi del pubblico visibilmente divertito decretano il meritato successo di questo spettacolo.

Marina Salonia

Nota a margine

QUANDO LA MACCHINA FUNZIONA

La macchina della commedia è cosa complessa e spesso s’ingrippa e il solo testo e/o la sola bravura degli attori non riescono a far girare tutti gli ingranaggi. Non è il caso di Ieri è un altro giorno un testo dalle intuizioni brillanti e originali di Silvain Meyniac e Jean François Cros ritornato a Milano al Teatro Martinitt dopo il debutto al Parenti qualche stagione fa e dopo una applaudita tournée in giro per l’Italia.

La macchina perfetta è guidata con perizia dal regista Eric Civanyan di cui si apprezza anche l’introduzione di apparizioni e sparizioni di oggetti e persone molto vicine all’arte dell’Illusionismo.

Poi  se ci metti un Gianluca Ramazzotti in gran spolvero, preciso nei tempi e perfetto nella gestualità mimica che strappa applausi e risate a scena aperta e, per lo più, sorretto da un Antonio Cornacchione, generosissima spalla, e circondato da attori che giocano perfettamente i tempi imposti dalla regia il gioco è fatto e la macchina funziona e lo spettacolo convince.

a.r