IL GIORNO DEL MIO COMPLEANNO

UN DISPERATO COMPLEANNO CHE COINVOLGE AL FILODRAMMATICI

Risultati immagini per IL GIORNO DEL MIO COMPLEANNO AL fILODRAMMATICIPiace e sicuramente convince Il giorno del mio compleanno, il felice testo di Luke Norris in scena al teatro Filodrammatici, per la regia di Silvio Peroni, fino a domenica 11 novembre. Nell’interessante e assai funzionale scenografia disegnata da Tommaso Ferraresi, anche se all’apertura del sipario può sembrare un poco ingombrante considerate le dimensioni del palcoscenico del teatro milanese,  si muove una storia, soprattutto nella prima parte, normale, se non addirittura apparentemente banale, sorretta da un testo, nella traduzione e nell’adattamento di Enrico Luttman, con uno spigliato linguaggio giovanile scevro da qualsivoglia intenzione caricaturale e mai artificiale. Un linguaggio che sembra essere stato registrato in un bar, in una stazione del metro, negli ampi corridoi di un grande centro commerciale o in qualsiasi altro luogo frequentato da giovani.
Lo spettacolo è ambientato in Italia, in una località costiera di provincia. In alto, sul cassone/parapetto prospiciente il mare stanno, in abiti scuri, Pic (Giovanni Arezzo), Noce (Antonio Bandiera) e Puh (Laurence Mazzoni), sono molto loquaci tanto da parlarsi spesso addosso. In una riuscitissima infilera di parole, che spesso raggiunge effetti esilaranti, si ricorda Frankie, loro compagno di squadra a calcetto morto (incidente o suicidio?) e i cui funerali si sono conclusi da poco. Seduto su un’immaginaria battigia sta Dany (Federico Gariglio), appartato, silente, tutto compreso nei propri pensieri e apparentemente per nulla coinvolto dai discorsi dei tre. Tutti e quattro, tra una birra e l’altra, sono in attesa di Cris (Grazia Capraro), la compagna di Frankie, che alla fine giungerà con cinque palloncini neri da far levare in volo per ricordare l’amico/compagno scomparso. Volati in alto i palloncini neri, tutto cambia all’improvviso. Il cassone/parapetto si apre fragorosamente e il di sotto si trasforma in vari luoghi, puntualmente indicati sulla traversa della struttura accanto a un orologio digitale che scandisce ore, minuti e secondi dell’ultima giornata di Frankie (Luca Terracciano), il giorno del suo ultimo compleanno. A mutare, in questa seconda parte, è soprattutto il registro registico e interpretativo che, abbandonati quasi del tutto i risvolti esilaranti e comici, si fa più profondo e drammatico.  In questa seconda parte sì succedono con rapidità numerosi colpi di scena, che è necessario non svelare per permettere allo spettatore di essere coinvolto fino alla fine.
Il giorno del mio compleanno, So Here We Are il titolo originale, è decisamente un buon lavoro. Gli attori, benché molto giovani, sono tutti eccellenti anche perché l’ottima regia di Silvio Peroni dà loro modi e occasioni per esaltarsi. Da vedere.

Adelio Rigamonti

VETRINA

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