TEATRO DELLA COOPERATIVA

Teatro della Cooperativa - Delta Ecopolis

MELODRAMMA ECOLOGICO

Fino al 13 GIUGNO 2021

PRIMA NAZIONALE

di e con Duperdu (Marta M. Marangoni e Fabio Wolf)

con Plinio e Dalia Wolf per la prima volta in video

e con lo straordinario cameo in video di Raul Cremona nel ruolo del “Negazionista”

drammaturgia Federica Di Rosa

ambienti sonori Michele Tadini e Roberto Dani (RAM)

collaborazione scene e costumi Linda Riccardi

video Gianluca Lo Presti | Mammafotogramma

primo spettatore Renato Sarti

con il patrocinio di Legambiente

produzione Teatro della Cooperativa in collaborazione con Minima Theatralia


Visto da Adelio Rigamonti il 4 giugno 2021

MELODRAMMA ECOLOGICO

LE CONTRADDIZIONI DEL QUOTIDIANO ATTRAVERO IL MITO DI ORFEO

Melodramma ecologico, a Milano i Duperdu tornano in scena con uno  spettacolo ambientalista

Fino al 13 giugno al Teatro della Cooperativa va in scena Melodramma ecologico di e con Duperdu (Marta Marangoni e Fabio Wolf) con la drammaturgia di Federica Di Rosa. Lo spettacolo, in prima nazionale,  è un gioco teatral/musicale sui temi dell’ecologia e del rapporto uomo/natura in un alternarsi, a volte un po’ confuso, tra pastiche di canzoni famose e interessanti brani composti per l’occasione: il tutto punteggiato da riferimenti espliciti alle contraddizioni di un quotidiano ammalorato nell’ambiente e non solo. Si tratta di un melodramma comico che prende spunto, un po’ alla larga, dal mito di Orfeo ed Euridice.  Orfeo, smemorato cantore rimasto fermamente idilliaco e bucolico, si mette in viaggio per riportare indietro Euridice, che però vive felice in un inferno metropolitano, plastico e funzionale.

Marta Marangoni e Fabio Wolf, i Duperdu, mostrano di saper maturare e crescere a  ogni nuova prova e cercano di dare forza ed espressività a un testo drammaturgico che necessita di correzioni in corso d’opera soprattutto per quanto riguarda i tempi scenici e alcuni stereotipi un po’ troppo usati e conosciuti.

Oltre alla bravura dei due protagonisti, nella prima costretti a lottare anche contro imprevisti tecnici, da sottolineare anche il contributo che sprizza spontaneità e garbo di Plinio e Dalia Wolf per la prima volta in video. Proprio i video di Gianluca Lo Presti sono da considerare come gran valore aggiunto a tutto lo spettacolo, merito di una azzeccata scelta monocromatica di stampo arcaico che riconduce con continue suggestioni al mito che fa da supporto/spunto allo spettacolo. Al risultato dei video contribuiscono in modo particolare gli ambienti sonori di Michele Tadini e Roberto Dani, intricanti e lirici.

Meno attraenti i video di repertorio trasmessi su un piccolo schermo a lato, la critica è rivolta soprattutto ai filmati d’animazione insipidi e buttati quasi lì per caso.

Un po’ casuale e drammaturgicamente mal posto risulta essere anche l’intervento, di per sé attorialmente perfetto, di Raul Cremona nel ruolo d’un apicoltore negazionista che dovrebbe riportare al personaggio del mito Aristeo. Un Aristeo declassato a macchietta che poco induce il pubblico a riconoscergli il ruolo fondamentale nel mito di supporto: qui macchietta, là l’origine della fine di Euridice uccisa dal morso di un serpente, nascosto tra l’erba alta,  per sfuggire alle attenzioni del focoso spasimante.

Uno spettacolo che, partendo da intuizioni intelligenti suggerite dal dramma ecologico in cui versa la Terra, necessita di trovare un supporto più solido nel testo per rendere più suggestivo un lavoro in cui  tutti gli attori, grandi e piccolissimi, i video e le musiche originali e le ambientazioni sonore stanno già completando un cospicuo rodaggio.

                                                                                                                                                Adelio Rigamonti