TEATRO FILODRAMMATICI

LA DONNA PIÙGRASSA DEL MONDO

Fino al 9 febbraio 2020

PRIMA MILANESE

di Emanuele Aldrovandi
con Luca CattaniAlice GiroldiniMarco Maccieri
regia Angela Ruozzi
assistente alla regia Filippo Bedeschi
scene e costumi Alice Benazzi
luci Fabio Bozzetta
realizzazione costume MeArte – Calerno
produzione Centro Teatrale MaMiMò

con il sostegno di Soc. Coop.va La VignaCoop. La Lucerna s.c.aMore Energy srl

foto © Nicolò Degl’Incerti Tocci


Visto da Adelio Rigamonti il 4 febbraio 2020

LA DONNA PIÙ GRASSA DEL MONDO

METAFORA E SARCASMO

Una grossa crepa minaccia la sicurezza della casa in cui vivono i protagonisti di questa storia, ma solo uno di loro sembra preoccuparsene: è l’Uomo del piano di sotto che da mesi tenta di convincere la coppia di vicini a intraprendere i lavori di ristrutturazione. Il problema è che la crepa si trova proprio sotto il divano della Donna più grassa del mondo che pesa quattrocentosessanta chili e non può muoversi.” .Da questo incipit del foglio di sala si dipana La donna più grassa del mondo uno scorrevole e buon testo di Emanuele Aldrovandi in cui trionfano il paradossale e il grottesco ben gestiti dalla regia pulita di Angela Ruozzi.

 A sipario aperto e luci in sala la donna più grassa del mondo (interpretata da un’ottima Alice Giroldini) sta voluminosamente distesa sul “suo” divano, guarda un documentario in tv, in cui per intelligente contrasto la fanno da protagonisti piccoli colibrì. Ma l’intelligenza autoriale, registica e interpretativa sarà presente per tutta la pièce ricca di tensioni e colpi di scena che ovviamente non rivelo.

La donna più grassa del mondo è un susseguirsi di situazioni comiche, sarcastiche, con qualche velata strizzata d’occhio al sadomaso; il tutto per trattare in metafora la crisi ambientale in cui si svilisce la Terra, la nostra “casa” ormai segnata e prostrata da innumerevoli crepe e piaghe create dall’avidità dell’uomo. Alla donna avida di cibo e successo, è infatti diventata una star di Internet con migliaia di follower,fa da supporto il marito (Marco Maccieri pronto a delineare una figura difficile ed enigmatica) avido di profitti nello sfruttare l’immagine della moglie. Scomparso il marito per un lungo periodo (per un incidente o per un’altra donna non è volutamente dato ben a capire) la donna si affiderà, per salvare la propria salute, all’uomo del piano di  sotto (un intenso Luca Cattani) abbandonato dalla famiglia per non essere stato in grado di risolvere “la questione crepa”. L’uomo si rende conto che gli resta ben poco per salvare la propria casa e cerca con tutti i mezzi di far dimagrire la donna.

Dialoghi brillanti, freschi e spediti sottendono tutta questa pièce grottesca e rivelano con immediatezza, pur rimanendo costantemente nella metafora, le complesse negative interconnessioni tra avidità, egoismi personali, dittature dell’estetica e della libertà ad ogni prezzo sui cui si basa quasi esclusivamente la società attuale. Ormai è forse breve il tempo per riflettere e tutelare la nostra casa/Terra, per ostacolare quello che sembra, ed è, un irrefrenabile Cupio dissolvi.

Per divertirsi e soprattutto ragionare La donna più grassa del mondo, prodotta dal Centro Teatrale MaMiMò, è da vedere.

Adelio Rigamonti