TEATRO MANZONI

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ANFITRIONE

Fino al 17 novembre 2019

DI SERGIO PIERATTINI
REGIA FILIPPO DINI

CON GIGIO ALBERTI, BARBORA BOBULOVA, ANTONIO CATANIA, GIOVANNI ESPOSITO, VALERIO SANTORO, VALERIA ANGELOZZI

SCENE LAURA BENZI
COSTUMI ALESSANDRO LAI
LUCI PASQUALE MARI
MUSICHE ARTURO ANNECCHINO


Visto da Marina Salonia al Teatro Manzoni IL 31 ottobre2019

ANFITRIONE

ATTUALI MORTALI, ANTICHI DEI

Al teatro Manzoni è in scena sino al 17 novembre     l’Anfitrione, commedia di Sergio Pierattini, liberamente tratta dall’opera di Plauto, un grande classico che ha appassionato in tutte le epoche. La regia porta la firma di Filippo Dini e propone una versione attualizzata del testo classico per narrare ancora una volta le vicende di Anfitrione (Antonio Catania) che nel testo di Pierattini è un politico rampante e senza scrupoli, totalmente privo di qualità ma che non si sa come riesce a vincere le elezioni e sta per diventare presidente del Consiglio.

All’apertura del sipario il palco ci rimanda l’immagine di una bella villa immersa in un giardino. La luna piena illumina questa notte che sembra più buia del solito e i versi degli animali notturni fanno da colonna sonora alla scenografia realizzata da Laura Benzi.

Irrompe subito sulla scena Sosia (Giovanni Esposito), autista e assistente di Anfitrione, giunto alla villa nel cuore di una notte strana che rende subito evidente la dimensione da incubo in cui si svolgerà l’intera vicenda.

Sosia, mentre cammina trafelato verso la villa dopo aver dovuto scavalcare il cancello bloccato da un misterioso problema elettrico, è impegnato in una conversazione telefonica con la madre anziana e ci regala un momento in cui Giovanni Esposito sfoggia tutta la sua bravura comica di netto stampo napoletano.

Giove (Gigio Alberti), il re di tutti gli dei, è innamorato di Alcmena (Barbara Bobulova) l’infelice moglie di Anfitrione e per poterla amare da mortale mette in atto una serie di inganni: la notte sarà lunga e buia; Anfitrione,  che grazie a lui ha vinto le elezioni, sarà a Roma, lontano da casa ed egli potrà assumere il suo aspetto.

Mercurio (Valerio Santoro), il messaggero degli dei invece ingannerà il povero Sosia assumendo le sue sembianze e lo rimpiazzerà nel letto della moglie Bromia (Valeria Angelozzi).

L’ottimo cast di attori interpreta la vicenda che vede alternarsi verità e inganno creando situazioni tragicomiche e grottesche. Chiaro è il riferimento a un certo tipo di far politica dove spesso trovano spazio personaggi poco preparati che emergono grazie al populismo dilagante nella nostra società.

Sul testo di Pierattini non si può che avere qualche perplessità sull’operazione di portare all’oggi tutta la vicenda. Trasportare nella nostra politica attuale Anfitrione e Sosia e lasciare che gli dei protoromani possano ordire inganni e entrare con prepotenza nell’oggi è operazione che non solo confonde, ma soprattutto non convince. Per fortuna gli attori salvano le imperfezioni di un disinvolto adattamento.

Marina Salonia