TEATRO MANZONI

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FINO AL 16 FEBBRAIO

THE DEEP BLUE SEA

LUISA RANIERI

DI TERENCE RATTIGAN
TRADUZIONE GIUSEPPE CESARO E LUCA ZINGARETTI

CON IN O.A. MADDALENA AMORINI, GIOVANNI ALZALDO, ALESSIA GIULIANI, FLAVIO FURNO, ALDO OTTOBRINO, LUCIANO SCARPA

SCENE CARMELO GIAMMELLO
COSTUMI CHIARA FERRANTINI
LUCI PIETRO SPERDUTI
MUSICHE MANÙ BANDETTINI

REGIA LUCA ZINGARETTI


Visto da Marina Salonia al Teatro Manzoni il 31 2019 gennaio

THE DEEP BLUE SEA

SOFFERENZE D’AMORE

Al Manzoni sino al 16 febbraio è in scena The Deep Blue Sea, opera scritta nel 1952 dal drammaturgo e sceneggiatore britannico Terence Rattingan per la regia di Luca Zingaretti co-traduttore del testo insieme a Giuseppe Cesar.

Tema centrale del testo è la fragilità di una donna innamorata che si dimostra disposta a tutto pur di far crescere il proprio amore arrivando ad annullare sé stessa e le sue ambizioni per poi naufragare inesorabilmente nel profondo mare blu dell’indifferenza maschile tipica nella società inglese degli anni ’50.

Tutta la commedia ruota attorno al personaggio di Hester al quale dà vita una carismatica e affascinante Luisa Ranieri che torna al teatro dopo anni diretta dal marito Luca Zingaretti.

La vicenda si svolge nell’arco di una sola giornata, scandita dall’orologio appeso alla parete, e inizia con il ritrovamento di Hester (Luisa Ranieri) riversa sul pavimento, dopo un tentato suicidio, da parte dei vicini di casa, la Signora Elton (Alessia Giuliani) e  Philip Welch (Flavio Furno).

Le scenografie a cura di Carmelo Giammello rappresentano con cura e attenzione ai dettagli l’atmosfera di una tipica abitazione inglese degli anni ’50. Di sicuro effetto le grandi finestre dal tipico stile inglese che lasciano intravedere all’esterno un ampio spazio verde rendendo tutta la scena molto elegante e raffinata.

Anche i costumi d’epoca curati da Chiara Ferrantini sono essenziali e ideali per ricreare l’ambientazione della piéce mentre le musiche di Manù Bandettini sottolineano i passaggi fondamentali della rappresentazione.

Luisa Ranieri interpreta con grande intensità e presenza scenica la protagonista Hester, una donna che ha rinunciato alla sua tranquilla vita borghese di rispettabile moglie di sir William Collyer (Luciano Scarpa), giudice dell’Alta Corte di Giustizia, per vivere la sua appassionata storia d’amore con Freddie Page (Giovanni Anzaldo), un ex pilota della Raf da tempo disoccupato.

Ben presto Hester si rende conto che il centro della vita di Freddie non è lei e il loro amore ma il golf, l’alcool, gli amici. D’altronde non si può chiedere a un uomo di essere quello che non è!

Nel giorno del suo compleanno Freddie non si è nemmeno ricordato di farle gli auguri e così Hester è sprofondata nell’abisso della solitudine e della delusione per la ormai imminente fine del suo amore e per questo compie un gesto disperato.

Il Signor Miller, un ex medico radiato dall’albo per ragioni sconosciute, verrà in suo soccorso e raccontando le sue vicissitudini entrerà in sintonia con lei come nessun altro era riuscito a fare e le darà la forza di capire che si può sempre scegliere di vivere nonostante le delusioni e soprattutto le darà la forza di sentirsi una donna libera, grazie al suo talento, che ha ancora tanto da dare soprattutto a sé stessa.

È  proprio il personaggio del Signor Miller, interpretato da un eccellente Aldo Ottobrino, che darà a Hester la chiave per risolvere la sua crisi esistenziale ed è proprio  in queste battute finali che si concentra il significato di questo testo che risulta essere ancora molto attuale.

Molti e calorosi gli applausi del pubblico a tutto l’eccellente cast.

Marina Salonia