L’INTRUSA

(Visto il 27 ottobre 2017 al Teatro Gerolamo – Fino al 29 ottobre)

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Di Eric- Emmanuel Schmitt – Regia di Angelo Savelli

LUCIA POLI: UNA SIGNORA DEL TEATRO
TRA LUCIDITÀ  E FOLLIA

Il Teatro Gerolamo, all’esame della sua vera prima e completa stagione, ha intrapreso per quanto riguarda il teatro di prosa, che maggiormente interessa da vicino chi scrive,  un percorso disseminato di piccole perle per il valore dei testi, degli attori e dei preziosi allestimenti.

E di perla, anzi due, si può ben dire dei due intensi monologhi racchiusi nel titolo del secondo:  L’intrusa; entrambi tratti da due racconti del romanziere-drammaturgo franco belga Eric-Emmanuel Schmitt.

Le due perle, È una bella giornata di pioggia e L’intrusa, sono interpretate con la consueta, raffinata bravura, che da sempre la contraddistingue, da Lucia Poli, per la regia, tanto accurata e quanto discreta, di Angelo Savelli.

In questi due monologhi emerge l’indagine sia introspettiva, sia psicologica su quanto sia intricato il normale vivere quotidiano.

In È una bella giornata di pioggia Lucia Poli porta in scena una raffinata donna  sempre pronta, in modo maniacale, a notare anche i più piccoli disturbi  nel mondo in cui vive, negli altri. Poi dall’erbario degli amanti salta fuori Antoine, un uomo alto e grosso ben radicato nello scorgere il lato bello in ogni accadimento o persona, anche nelle tetre giornate di pioggia. La donna è attratta dal suo opposto e accetta di sposarlo e di dargli dei figli e subisce volontariamente il carattere positivo dell’uomo fino a mettere una museruola al suo disappunto e a divenire carceriera di se stessa. Poi un aneurisma la priva improvvisamente di quello che era la metà dominante del suo carattere. Vedova decide di girare il mondo mantenendo il suo riserbo, il suo silenzio fino quando a Città del Capo, in prossimità d’un violento temporale, un uomo incontrato per caso annuncia una brutta giornata di pioggia e (forse) il tutto si ricompone.

In L’intrusa sulle prime si ha l’impressione di essere immersi in un thriller psicologico nel quale l’obiettivo principale è scoprire chi sia la vecchia, l’intrusa, che si è infilata in casa, dell’anziana signora protagonista della vicenda. Ben presto si è coinvolti, quasi fosse un viaggio, in un caso di demenza senile. A far da contrappunto, quasi a mettere ancora più a nudo le evidenti esternazioni della malattia, l’attenzione maniacale a tutto quanto la donna apprende dalla televisione sui danni provocati dalla calura che causa morti a migliaia, il cui numero la donna trascrive accuratamente. Ciò avviene tra ritornanti visioni dell’intrusa e difficoltosi e dissennati tentativi di ricucire il proprio vissuto, con sbandamenti e sovrapposizioni  tra passato e malato presente.

Due piccole perle interpretate con signorilità e maestria da una generosa Lucia Poli sempre in gioco con ironia tra lucidità e follia, in entrambi i lavori. Applausi meritati per un buon teatro.

Adelio Rigamonti

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