QUARTET

Di Ronald Harwood – Regia di Patrick Rossi Gastaldi

(Visto al Teatro Carcano il 27 marzo 2019 da Adelio Rigamonti)

DE SENECTUTE

La vecchiaia  è argomento che tira e sembra far cassetta nei teatri milanesi. Su queste pagine, per la stagione in corso e solo negli ultimi tre mesi,  abbiamo recensito parecchi spettacoli che girano attorno a tale argomento. Da iI Padre di Zeller, con un bravissimo Alessandro Haber, al Manzoni, all’eccellente Aspettando il telegramma di Bennett con un Luca Toracca in gran spolvero e poi Le ultime lune al Carcano, bellissimo e intenso testo di Furio Bordon e Si nota all’imbrunire, gran prova d’attore di Silvio Orlando. Sicuramente ho dimenticato qualcosa.

Ora, ancora per poche repliche, al Carcano  ritorna un classico del genere vecchiaia quel Quartet di Ronald Harwood.

Dei testi citati prima è il più debole, o per lo meno intenso anche se dal lavoro di Harwood è stato tratto un film di grandissimo successo di pubblico diretto da Dustin Hoffman.

Siamo in una casa di riposo per musicisti e cantanti lirici in pensione. Ogni anno, il 10 ottobre, i suoi ospiti organizzano un concerto per festeggiare il compleanno di Giuseppe Verdi, oltre che per sostenere economicamente la Casa ed evitarne la chiusura. Tutti lavorano alacremente, in particolare Cecy, Rudy e Titta (rispettivamente un mezzosoprano, un tenore e un baritono), un tempo vecchi amici e membri dello stesso quartetto. L’equilibrio tra i tre si rompe quando Giulia, un soprano ed ex-diva della musica lirica, arriva nella casa. La donna, ex moglie di Rudy, si comporta ancora come una diva e si rifiuta di cantare, ma lascio al pubblico scoprire il finale in ironico equilibrio tra scontato e sorprendente.

Quartet è un’operina ironicamente nostalgica e può risultare gradevole e interessante solo se sorretta dall’interpretazione di un cast di tutto rispetto e ben omogeneo.

Risultati immagini per carcano blank pambieri quattrini ponzoniLo spettacolo visto al Carcano è gradevole e interessante proprio per la presenza in scena di un ottimo cast di attori ben omogeneo. Giuseppe Pambieri che con la bella voce di sempre costruisce un Rudy tra melanconie e incazzature, Paola Quattrini che rende una vigorosa e esilarante fuori di testa Cecy, Cochi Ponzoni che con la sua grande esperienza dà vita a un gustoso Titta e infine Erica Blanc un ottima Giulia in precario equilibrio tra gran passato a decadenza presente.

Bravissimi interpreti, che purtroppo, non sono sempre ben supportati dalla regia di Patrick Rossi Gastaldi che è leggera e si imbatte in numerosi punti morti, soprattutto nella seconda parte, ma, ripeto, gli attori salvano tutto e, per loro, gli applausi, anche a scena aperta, sono meritatissimi.

Adelio Rigamonti

                                                      

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