CITA A CIEGAS

(Visto il 27 marzo nella Sala Grande del Teatro Franco Parenti)

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Di Mario Damient – Regia di Andrée Ruth Shamman

GLI IMPREVEDIBILI INTRECCI DELL’ESISTERE

È un teatro di “parole”, con un unico cambio di ambiente, la scelta fatta dalla regista Andrée Ruth Shamman per portare in scena questa bell’opera, dello scrittore Mario Diament, di cui ha curato anche la traduzione.

Gli interpreti raccontano e si raccontano sulla panchina della piazza così come nello studio della psicoanalista,  fisicamente statici, tesi a svelare con una narrazione densa, a tratti ironica, gli imprevedibili intrecci dell’esistenza.

La panchina é  il centro in cui l’ascolto e il racconto si incontrano e finiscono. 

Un anziano scrittore ormai cieco, interpretato da Gioele Dix , in un chiaro riferimento allo scrittore argentino Jorge Luis Borges, é seduto lì come ogni mattina a rincorrere i suoi ricordi e i suoi pensieri. A lui racconterà lo stravolgimento della propria vita un bancario -un veramente bravo Elia Schilton- che si fermerà con un banale pretesto, e poi la ragazza, interpretata da Roberta Lanave, di cui costui si é invaghito e che segue mascherandosi, in un’ossessione dal tragico epilogo che travolgerà le esistenze di tutte le persone destinate a incontrarsi. La madre di lei, interpretata da una straordinaria Laura Marinoni e la moglie di lui , Sara Bertelà, entrano in scena in ruoli non secondari,  la loro vita sembrerebbe delineata, ma tutto viene travolto e prende percorsi imprevisti in cui passato e presente sono destinati, nel cambiamento dell’esistente, in un’apparenza di casualità e attraverso sentieri tortuosi, a riprendere i propri fili.

Lo spettacolo, interessante e a tratti gustoso, é andato in scena al Teatro Franco Parenti di Milano dal 6 al 29 marzo e verrà ripreso in una tournée che lo porterà in molti teatri italiani.

Claudia Pinelli