QUEL CHE RESTA DI NIENTE

(Visto al Teatro della Cooperativa il 24 ottobre 2017)

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Di Paola Ornati – Regia di Marco Rampoldi

IL MESSICO NELL’ABBRACCIO MORTALE
DEI NARCOTRAFFICANTI

Al Teatro della Cooperativa è di scena Quel che resta di niente, un progetto di Nando della Chiesa e Marco Rampoldi, che cura anche la regia. Il testo è di Paola Ornati.

“50.000 morti ammazzati in un anno. 78 sequestri al giorno. 32.318 persone scomparse nel nulla dal 2006 al luglio 2017.
“Il Messico oggi è uno Stato controllato per gran parte della sua vita pubblica dalla criminalità organizzata. È un Paese in cui la stampa è nel mirino del crimine, chi non muore è costretto al silenzio e dove l’unica soluzione sembra non poter che essere la proclamazione del Narcostato” questo quanto si legge sul foglio di sala e quanto puntualmente viene raccontato al pubblico da Pasquale Di Filippo e Sergio Leone.

Si tratta di un coraggioso pamphlet politico che ancora una volta sottolinea il grande impegno sociale del Teatro diretto da Renato Sarti. Questo spietato documento sul Messico porta a conoscenza dei più le angherie del potere e le sofferenze della popolazione di un Paese che raramente è alla ribalta delle cronache se non per le terribili conseguenze di fenomeni naturali.

Se è sicuramente rilevante l’aspetto socio culturale della comunicazione/messaggio, sicuramente non è del tutto sfruttato il mezzo teatrale per comunicarlo. Il tanto, il troppo contenuto nel testo rende difficile una drammaturgia sciolta e immediata e corretta nella tempistica. Da notare che, forse anche a corto di prove e rodaggio, i pur bravi interpreti, spesso e soprattutto Sergio Leone, sono costretti visibilmente a leggere da fogli sparsi sul tavolo in mezzo al palco anche quando non ve n’è alcun bisogno drammaturgico cioè quando si leggono anche considerazioni a margine dei raccapriccianti dati emersi da riviste, giornali, documenti e scritti privati.

Un testo intenso e pesante, che sarebbe necessario fosse visto anche nelle scuole superiori, e che tuttavia ha bisogno di una revisione per lunghezza, tempi e scioltezza per renderlo del tutto Teatro sociale.

Adelio Rigamonti

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