ROBA MINIMA, S’INTEND

(Visto al Teatro Gerolamo il 24 marzo 2018)

Di Stefano Orlandi

RIVIVERE JANNACCI E NON SOLO

Al Teatro Gerolamo è andato in scena Roba minima, s’intend, gradevolissimo spettacolo in cui Stefano Orlandi, accompagnato da Massimo Betti (chitarra), Stefano Fascioli (contrabbasso) e Giulia Bertasi (fisarmonica), ha riportato, in occasione del centocinquantesimo anniversario del Teatro, le canzoni e le atmosfere di Enzo Jannacci, che tante volte ha calcato le scene dello splendido teatrino di piazza Beccaria.

Mentre il pubblico prende posto in sala, sul palco, in una sorta di stilizzato cinemino periferico prima metà Anni Settanta, vengono proiettate alcune scene del film Romanzo popolare con Ugo Tognazzi, che è affiancato, tra gli altri numerosi validi interpreti, da un eccezionale Pippo Starnazza, grande caratterista completamente dimenticato. Orlandi e i musicisti assistono alla proiezione fino alla sua improvvisa interruzione e da lì è uno snocciolare di perle non solo musicali. Oltre alle canzoni più popolari di Jannacci, e qui va dato merito a Stefano Orlandi di non aver voluto per nulla imitare il  grandissimo Enzo, viene ricostruita un’atmosfera milanese degli Anni 70 o giù di lì, presentando testi recitati di altri autori. Si inizia con una breve poesia di Franco Loi, e spiace un poco che il grande poeta non sia stato proposto come avrebbe meritato; poi è un alternarsi di canzoni con spassosi brani di Beppe Viola, profonde letture tratte da Il fabbricone di Giovanni Testori e il nostalgico testo di Walter Valdi sulla sua casa natale di ringhera.

Tra frenetici cambi di giacche e copricapi, accompagnato da assai validi musicisti, Stefano Orlandi fa scivolare con immediatezza due ore di gradevole e colto intrattenimento.

Adelio Rigamonti