Immagine correlata

DI A DA IN CON SU PER TRA FRA SHAKESPEARE

(Visto al Teatro Manzoni il 23 maggio 2018)

Ideato e diretto da Serena Sinigaglia

STORIA DI UN AMORE PER SHAKESPEARE

Avevo visto nel giugno dello scorso anno Di a da in con su per tra fra Shakespeare di Serena Sinigaglia nel Cortile delle armi del Castello Sforzesco. Allora, nonostante la magnifica Piazza d’Armi del Castello non fosse il luogo più adatto per ospitare spettacoli di prosa anche per  le dimensioni esagerate del palco e per un server audio inadatto, mi era sembrato spettacolo, oltre che gradevole, ben costruito e convincente.

La riproposta, fino al 25 maggio, dello spettacolo prodotto da Atir Ringhiera al Teatro Manzoni conferma e rafforza quell’impressione. Atir Ringhiera con l’ultimo spettacolo della sua stagione on the road ospitata da vari teatri milanesi per via della nota vicenda della ristrutturazione improrogabile degli spazi di via Boifava, ha avvicinato con successo un pubblico diverso da quello che da anni segue abitualmente le sue produzioni.

Come si legge nel comunicato Di a da in con su per tra fra Shakespeare è la storia dell’amore della regista Serena Sinigaglia per Shakespeare e la storia di come sia arrivata poco più che ventenne a mettere in scena Romeo e Giulietta e successivamente Re Lear. Trattandosi di una storia personale, intima come tutti gli amori, Serena Sinigaglia decide, per una volta, di abbandonare il suo stallo da regista e svelare direttamente se stessa. In scena con lei due tra i suoi attori di sempre, i bravissimi Arianna Scommegna e Mattia Fabris.

Nello spettacolo c’è ovviamente Serena Sinigaglia, alle prese con lo scoprire e il cominciare a valorizzare, giovanissima, quel gran talento registico, che ora le viene riconosciuta da tutti, e mi pare che ci sia soprattutto tanto del vero Shakespeare. Non è semplicemente la storia della messa in scena di uno spettacolo di fine corso della Paolo Grassi, ma è la narrazione della comprensione graduale di quanto Shakespeare possa essere percepito intimamente. Da quel lavoro giovanile uscì uno spettacolo forte e soprattutto divertente che ebbe repliche per cinque anni e il celeberrimo dialogo del balcone è riproposto in Di a da in con su per tra fra Shakespeare in un esilarante rimpallo di battute tra Arianna Scommegna e Mattia Fabris che offrono al pubblico un vero cammeo attoriale.

Più pregnante la narrazione della scelta quasi viscerale del secondo lavoro da mettere in scena: un Re Lear che spunta tra il ricordo della figura del padre morto, quando Serena era ancora bambina, i grandi fatti politico-storici dell’ultimo ventennio del secolo scorso e il superbo film di Almodovar Tutto su mia madre. Arianna Scommegna, come sempre duttile nel mutare voce e quasi fisicità, convince e piace nello splendido monologo shakespeariano di Re Lear col corpo senza vita, un manto rosso a segno, della figlia Cordelia sulle braccia.

Lo spettacolo visto al Manzoni è impreziosito dalla bella scenografia di Maria Paola di Francesco, risme di carta impilate con fogli svolazzanti, in alcuni casi ali aperte a suggerire a sostenere i delicati rimandi poetici presenti nel testo. Gradevole anche la scelta dei brani musicali, a cura di Sandra Zoccolan, che accompagnano lo spettacolo.

Per chiudere riconfermo la chiusa della recensione scritta in occasione della replica al Castello e cioè che oltre a essere uno spettacolo convincente e coinvolgente, Di a da in con su per tra fra Shakespeare riesce anche a comunicare le ambientazioni e direi quasi gli odori di quella Milano di vent’anni fa, che per molti, anche molto più anziani di Serena Sinigaglia, è stata anche con forti contrasti fulcro di una indiscutibile ripresa culturale. Da vedere.

            Adelio Rigamonti