IL VENDITORE DI SIGARI

Di Amos Kamil – Regia di Alberto Oliva

(Visto al Teatro Litta –  il 23 gennaio 2019)

STORIA DI DUE SOPRAVVISSUTI

In occasione della commemorazione della  giornata della memoria il Teatro Litta propone sino al 27 gennaio uno spettacolo dal titolo Il venditore di sigari, tratto da un testo dello scrittore israeliano Amos Kamil, tradotto da Flavia Tolnay con la collaborazione di Alberto Oliva che ne cura anche la regia.

Siamo nella Berlino del 1947 con ferite e dolori della guerra indiscutibilmente ancora molto vicini: in una tabaccheria due uomini si incontrano alle 6,30 in punto di ogni mattina.

Herr Gruber (Francesco Paolo Cosenza), un uomo dall’aspetto tipicamente tedesco, sta portando a termine il meticoloso rituale di apertura del negozio: spolvera i ripiani, sistema i sigari nelle vetrine, accende le luci e mette un disco di Bach, la cui musica farà da sottofondo sonoro a gran parte della rappresentazione per poi, con felice intuizione registica, mutare in una contrapposta composizione di Felix Mendelssohn.

Come ogni giorno Doktor Reiter (Gaetano Callegaro), un professore di origini ebraiche sopravvissuto alla Shoah, si reca nel negozio di Gruber con l’intenzione di acquistare un delizioso sigaro; ma l’acquisto è solo una scusa per incontrare il proprietario della bottega spinto dal desiderio di conoscere qualcosa di più sulla sua storia e di come abbia avuto quel bel negozio nel centro di Berlino appartenuto a un ebreo prima della guerra.

Quel giorno però è un giorno speciale e Herr Doktor lo vuole festeggiare acquistando davvero il miglior sigaro del negozio: sta partendo per la Palestina per assistere alla nascita dello Stato di Israele.

Risultati immagini per il venditore di sigari littaI due uomini iniziano a dialogare pacatamente ma poco dopo non possono fare a meno di iniziare ad accusarsi reciprocamente. In realtà hanno entrambi qualcosa da nascondere, qualcosa di inconfessabile a cui sono stati indotti dagli eventi storici.

È impossibile stabilire e giudicare chi sia vittima e chi carnefice. Ognuno ha affrontato a proprio modo la tragedia che ha sconvolto l’Europa, facendo i conti con le proprie debolezze, non sempre in modo coraggioso, entrambi sono dei sopravvissuti.

L’interpretazione di Callegaro e Cosenza, sotto la puntuale direzione di Alberto Oliva, ci trasmette con forza il pathos e il dramma interiore dei due protagonisti entrambi vittime della guerra che li ha profondamente trasformati. In guerra tutti soffrono, alcuni più di altri, ma poi ognuno ha la sua storia!

Efficace e funzionale al racconto la scena ideata da Ahmad Shalabi in cui troneggia il bancone della vecchia tabaccheria in cui si svolge la storia. Il bancone è l’ostacolo fisico tra due vite contrapposte almeno fino a quando Herr Gruber oltrepassando quell’impedimento rivela il suo segreto.

Marina Salonia

                                                                    

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