TEATRO MANZONI

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HO PERSO IL FILO

Fino all’8 dicembre 2019

DI ANGELA FINOCCHIARO, WALTER FONTANA, CRISTINA PEZZOLI

E CON LE CREATURE DEL LABIRINTO ALIS BIANCA, GIACOMO BUFFONI, ALESSANDRO LA ROSA, ANTONIO LOLLO, FILIPPO PIERONI, ALESSIO SPIRITO

COREOGRAFIE ORIGINALI HERVÉ KOUBI
ASSISTITO DA FAYÇAL HAMLAT

SCENE GIACOMO ANDRICO
LUCI VALERIO ALFIERI
COSTUMI MANUELA STUCCHI

REGIA CRISTINA PEZZOLI


Visto da Marina Salonia al Teatro Manzoni il 22 novembre 2019

HO PERSO IL FILO

ANGELA EROINA PER CASO

Al teatro Manzoni è arrivato lo spettacolo Ho perso il filo di Angela Finocchiaro, Walter Fontana e Cristina Pezzoli, che ne cura anche la regia, e sarà in scena sino all’ 8 dicembre.

Angela Finocchiaro si cimenta in qualcosa di veramente originale sperimentando un’ espressività diversa della parola e del corpo mai affrontata prima. I suoi figli finalmente non diranno più che fa sempre le stesse cose!

Angela vuole essere Teseo l’eroe che, entrato nel labirinto di knosso, doveva sconfiggere il terribile Minotauro per la salvezza del mondo. Ma invece di trovare il labirinto troverà un muro multimediale che inizierà a interloquire con lei e la metterà in difficoltà facendole domande scomode per invitarla a dimostrare cosa vuol dire essere eroi ai giorni nostri.

A poco a poco intraprenderà un viaggio e un avventura che non si aspettava e sarà accompagnata da strane creature, sei eccezionali ballerini acrobati, che con le loro danze le faranno trabocchetti, scherzi, spezzeranno il filo che le assicurava la via del ritorno e la porteranno davvero verso l’incontro con la temibile bestia.

Il suo è il racconto della vita, densa di sentimenti, emozioni, prove da affrontare a volte come delle vere eroine, spesso con la sensazione di aver perso il filo e l’orientamento nel dedalo frenetico della vita moderna.

Grande prova attoriale quella di Angela Finocchiaro che con la sua delicata ironia ci regala 100 minuti di spettacolo denso di risate ed emozioni e spunti per riflettere su vari argomenti: l’amore, i figli, il razzismo, il coraggio.

Le coreografie di Hervé Koubi rendono unico lo spettacolo e offrono lo spunto ai sei prestanti danzatori (Alis Bianca, Giacomo Buffoni, Alessandro La Rosa, Antonio Lollo, Filippo Pieroni, Alessio Spiritodi) per dimostrare tutta la loro bravura.

Merita un apprezzamento particolare anche Giacomo Andrico che ha curato puntualmente le scene e Valerio Alfieri che con le sue luci ha creato un’atmosfera magica e misteriosa.

Marina Salonia