PROPAGANDA

(Visto il 21 marzo al Teatro della Cooperativa)

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Di Chiara Boscaro – Regia di Marco Di Stefano

TOH LA P2!

Il Teatro della Cooperativa, in questa stagione particolarmente felice per la scelta dei testi da proporre, continua a offrire affreschi  del nostro Paese percorrendone in lungo e in largo la Storia contaminando con intelligenza il pubblico con il privato anche con il gran merito di portare a conoscenza delle giovani generazioni momenti drammaticamente intricati, spesso di difficile lettura, spesso passati sotto silenzio e ignorati da quasi tutti i media, che si preoccupano di gestire e promuovere gran polveroni sull’oggi senza cercare di cogliere nel passato, più prossimo di quanto sembri, le radici oscure dei mali che affliggono e avviliscono la nostra democrazia.

L’agile e gradevole spettacolo di scena nel Teatro di via Hermada, Propaganda per la drammaturgia di Chiara Boscaro e la regia di Marco Di Stefano, è una piacevole conferma della volontà del Teatro di proporre un necessario teatro civile e sociale con tutti i requisiti del fare teatro. La Confraternita del Chianti, una compagnia di giovanissimi attori, con l’accurata regia di Marco Di Stefano, propone una condivisa narrazione della successione di fatti e misfatti della loggia massonica Propaganda, quella che dovrebbe essere nota a tutti come P2. Fatti e misfatti snocciolati con precisione cronologica e politica da una sorta di fine dicitore vengono frammentati da piccoli episodi di P2 quotidiana. Sono proprio questi inserti, apparentemente avulsi dai drammatici e intricati fatti gestiti e provocati dalla Loggia massonica di Licio Gelli, che indicano come quella cultura del favore e dell’inganno sopravviva e prolifichi, quasi sotto traccia, nel nostro quotidiano e domestico.

Lo svolgersi drammaturgico di Chiara Boscaro e la regia di Marco Di Stefano strizzano di tanto in tanto, con garbo e rispetto, l’occhio al teatro canzone, un genere messo ai margini ormai da circa trent’anni. Le canzoni proposte nello spettacolo sono composte da Giovanni Gioia e oltre a dare colore e vivacità al tutto sono spesso simpatica sintesi , diciamo per titoli, dei fatti storici che tanto hanno provato e provano il nostro Paese. Piace senz’altro la canzone di chiusa che oltre a essere importante è sicuramente di grande effetto. In conclusione un accenno alla semplice e fissa scenografia una gran tavola da pranzo, con tanto di bandierine italiane, dove spesso gli attori con accorti e studiati movimenti si adoperano, quasi con scaltrezza e furbizia, a impoverire tavola e Paese.

Tutti gli attori (Valeria Sara Costantin, Giovanni Gioia, Marco Pezza, Andrea Pinna, Valentina Scuderi ) sono bravi e nei tempi, ben delineati dalla regia. Uno spettacolo che potrebbe essere introdotto nelle scuole per innovare memorie dismesse dai più, e non solo dai giovani che allora non erano ancora nati; memorie che hanno tramandato tristi radici anche nel nostro quotidiano assuefatto, purtroppo, alla normalità del guasto.

Adelio Rigamonti