TEATRO FRANCO PARENTI

MARJORE PRIME

Fino al 17 novembre 2019

di Jordan Harrison
traduzione Matteo Colombo
regia Raphael Tobia Vogel
con Ivana MontiElena LiettiPietro MicciFrancesco Sferrazza Papa
scene Marco Cristini
luci Paolo Casati
costumi Sasha Nikolaeva
video Cristina Crippa

assistente alla regia Beatrice Cazzaro
assistente scenografa Katarina Stancic
direttore di scena Mattia Fontana
elettricista Paolo Casati
fonico Davide Marletta
sarta Caterina Airoldi
scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti
costumi realizzati presso la sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni

produzione Teatro Franco Parenti

spettacolo inserito nel progetto Dalla maschera al robot con il contributo di


Visto da Claudia Pinelli al Teatro Franco Parenti il 24 ottobre 2019

MARJORE PRIME

IL PARENTI APRE AI ROBOT

È in scena alla sala A del Teatro Franco Parenti dal 24 ottobre al 17 novembre Marjore prime con la regia di Raphael Tobia Vogel su una drammaturgia di Jordan Harrison.

Un PRIME è un robot che ha le sembianze della persona che si sceglie di continuare a avere vicino e che grazie all’intelligenza artificiale assimila dai racconti informazioni e ricordi e li restituisce. Chi ne fa ricorso cerca così di supplire a lutti e mancanze ma l’artificiosità del tentativo emerge in un rapporto di relazione che non riesce a restituire la complessità e l’umanità.

Quando Marjorie ormai 85enne comincia a dare segni di un Alzhaimer che si sta impossessato dei suoi ricordi, dei suoi rapporti personali e familiari, il genero gliene mette uno accanto con le sembianze da giovane del marito deceduto, osteggiato dalla figlia di lei che vorrebbe mantenere un rapporto di vicinanza e assistenza alla madre. Il PRIME ripete, gli stessi discorsi, gli stessi ricordi, è umanizzato ma non umano, rimane unico baluardo, àncora anche per i detrattori a sostituire mancanze che man mano che si dipana il racconto diventano sempre più importanti e dolorose.

Così anche per la figlia ci sarà un PRIME per cercare di tenere accanto a sé la madre morta, in un crescendo di disperazione in cui gli unici che sopravviveranno, che conserveranno la memoria e i ricordi sono esseri non umani, che non provano dolore e sofferenza, che accettano.

Sul palco ottimi attori con Ivana Monti che mantiene un perfetto equilibrio con i coprotagonisti Elena Lietti, Pietro Micci, Francesco Sferrazza Papa.

Lo spettacolo ha una buona armonia anche grazie all’abile regia, ai supporti video di Cristina Crippa, alle luci e alla musica, elementi importanti a sottolineare e enfatizzare momenti, per uno sguardo non distratto su un futuro prossimo.

Claudia  Pinelli