Campo Teatrale

In occasione della ripresa de La scuola non serve a nulla di Antonello Taurino presso lo spazio Campo Teatrale, riproponiamo alcuni stralci della recensione del medesimo spettacolo pubblicata su queste pagine il 20 ottobre del 2016

LA SCUOLA NON SERVE A NULLA

(Visto al Teatro della Cooperativa nel corso della scorsa stagione)

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Di Antonello Taurino

UNA PROFESSIONALITÀ NON PRECARIA

[…]

Nella sua scheda biografica, riportata nel foglio di sala, Taurino confessa di vivere di scuola e di teatro, due ambiti entrambi poco valorizzati ma che lui conosce bene.

Lo spettacolo racconta di un professore di una scuola di frontiera che viene sospeso dal servizio, anche se non si capisce bene perché. Forse adotta metodi didattici troppo bizzarri, considerati tuttavia il solo mezzo per conquistare platee scolastiche poco propense allo studio e all’apprendimento.

La scuola non serve a nulla è “un viaggio semiserio attraverso i paradossi della scuola di ieri e di oggi”, ma ritengo che sia uno spettacolo che si pone ben al di là di questo.

Chi avrà la voglia, ma soprattutto la fortuna, di assistere allo spettacolo di Taurino, in gran spolvero, che domina un testo fresco, pungente e felice,  troverà di nuovo un cabaret doc, a volte trasgressivo e iconoclasta, ben calibrato con l’obiettivo soprattutto di restituire allo spettatore un affresco della strapazzata “buona scuola” di casa nostra; un affresco dipinto dall’interno, essendo gli autori docenti in una scuola sinistrata dagli infissi ai programmi.

[…]

Numerosi cammei attoriali, sempre sorretti da un testo caustico e puntuale, sono presenti in tutto lo spettacolo. Se la scuola, secondo i dettami ministeriali, deve essere inclusiva e comprensiva delle esigenze di tutti gli allievi ecco che Taurino ti serve un’esilarante serie di “lezioni al volgo” dei “Promessi sposi”, con versioni per tutti i gusti e ricettività: dalla versione araba a quella rom, da quella, divertentissima, per dislessici a quella per cardiopatici edulcorata fin dal primo incontro tra Don Abbondio e Bravi. […]

È uno spettacolo che consiglio di vedere, per ridere certo e di gusto, ma soprattutto per essere garbatamente informati di quello che succede nella martoriata scuola italiana parimenti a ciò che succede nella politica e nelle istituzioni del nostro Paese.

Adelio Rigamonti

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