Torna al Teatro Elfo Puccini, a distanza di circa nove mesi, GEPPETTO E GEPETTO di Tindaro Granata, uno spettacolo corretto, ben costruito, da non perdere.
Qui sotto un ampio stralcio della recensione pubblicata in occasione delle repliche del marzo scorso. Riproponiamo anche un’intervista a Tindaro Granata realizzata allora. ar

                                                                             

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DUE PAPÀ ALL’ELFO

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Nella sala Fassbinder del Teatro Elfo è di scena Geppetto e Geppetto scritto e diretto da Tindaro Granata. Dello spettacolo si è già scritto molto, quasi sempre in modi molto elogiativi, da rendere impresa difficile aggiungere qualcosa di nuovo al già detto. 

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Risultati immagini per geppetto e geppettoLa pièce si muove attorno a un corposo nucleo drammaturgico, che va ben oltre a quello che, a partire del titolo, è il tema centrale: cioè quello di genitori gay che, dopo un viaggio oltre Atlantico, diventano “papo e papi” di Matteo. L’autore Tindaro Granata confeziona attorno al nocciolo un intero dei diversi punti di vista sulla più o meno  anomalia di una famiglia con due papà.

Risultati immagini per geppetto e geppettoIl testo, soprattutto nella prima parte, con i genitori giovani, è a tratti divertente anche per i dialoghi spediti, immediati, ironici e, a volte, brillanti. La lettura in classe dell’abusato tema sulla famiglia da parte di Matteo (Angelo di Genio) è uno splendido esempio di come un passo banalmente infantile e volutamente ingenuo possa svelare altrui ipocrisie non solo bambinesche.

L’obiettivo di Granata va ben oltre l’idea di raccontare l’infanzia di Matteo, con gioie e disappunti (“quella nonna che non si vede mai”) e vuole sviluppare il suo energico narrare anche nelle fasi successive della vita dei due papà e di Matteo.

Quindi arriverà la morte di uno dei due padri, quello biologico, Toni (Paolo Li Volsi) e lo scontro violento, una vera e propria ribellione di Matteo nei confronti dell’altro papà, Luca (Tindaro Granata) col quale per legge non ha nessun legame di parentela. Il finale, delicato e commovente, forse fin troppo melodrammatico, è centrato sulla riconciliazione tra Matteo (che tra breve sarà padre) e Luca (morente in ospedale).

Geppetto e Geppetto non è un testo a tesi e partigiano, ma vuole rappresentare la complessità dei rapporti anche esterni che simili situazioni generano.

Geppetto e Geppetto è testo essenziale: con i personaggi identificati da magliette nere coi loro nomi stampigliati in bianco, la scena è un tavolo con dei cartelli che indicano i vari ambienti “a volte è agenzia”, “a volte è cucina”, “a volte è scuola”. Gli attori non direttamente impegnati se ne stanno in silenzio su sedie poste ai lati. La recitazione, adeguandosi splendidamente al testo, è spigliata, parlata. Di ottimo livello è la compagnia attoriale formata, oltre che da Tindaro Granata (Luca), da Paolo Livolsi (Toni), Angelo di Genio (Matteo), Alessia Bellotto (Franca), Carlo Guasconi (Walter), Lucia Rea (nel doppio ruolo di maestra e di Lucia) e Roberta Rosignoli (nel complesso ruolo di madre). Da vedere.

Adelio Rigamonti