In occasione della ripresa di Ombretta Calco di Sergio Pierattini al Teatro Elfo – Puccini riproponiamo alcuni stralci della recensione del medesimo spettacolo pubblicata su queste pagine il 20 ottobre del 2016 in occasione del debutto milanese al Teatro Verdi

OMBRETTA CALCO

(Visto al Teatro Verdi nel corso della stagione 2015/16
In scena al Teatro Elfo Puccini  fin0 al 12 novembre 2017)

immagine scheda

Di Sergio Pierattini – Regia di Peppino Mazzotta

LE EMOZIONI DELLA NORMALITÀ

All’entrata del pubblico in sala Milvia Marigliano è già in scena, o meglio è parte integrante della bellissima scena di Roberto Crea: […] lì su una panchina scura stilizzata, quasi sospesa nel vuoto nel mezzo di un cielo astratto scuro, accanto, sempre fissato al cielo un albero con le radici a vista, divelte, ma ugualmente rigoglioso.

Ombretta Calco è una figura normalissima, una borghesotta milanese, non colta, ma neppure ignorante, un po’ superficiale […]

Lo splendido “normale” testo di Sergio Pierattini, è uno snocciolarsi vivace e puntuale del quotidiano, che sia vissuto, parlato, recitato non ha alcuna importanza, è uno scavarsi interiore della donna, uno scavarsi addosso per flash-back che si accavallano, mischiano, quasi confondono scombinando cronologie di sensi, frustrazioni, attimi (rari) esaltanti, forse per delineare un equilibrio, una felicità difficile a intravedersi come concretizzata, rimandata al futuro.

Il primo impatto col pubblico è una telefonata in cui apprende che la madre caduta nel cortile del palazzo in cui entrambe convivono si trova in ospedale in gravi condizioni. […]

[…] Ombretta Calco mischia ricordi “quella volta là” diventa un intercalare. “quella volta là” che il marito l’ha piantata proprio su quella panchina lì, la stessa dove si era seduta a respirare il bello che c’era d’intorno invece di tornare a casa. Ed ecco il rimorso, la punizione proprio quella volta lì la madre era caduta, sbattuto la fronte, viola, coma, ictus morta. Proprio quel giorno lì, difficile per sé: avrebbe dovuto dire alla madre che si era fatta un nuovo compagno, uno giusto, che sarebbero andati a vivere lì, e lei la madre sarebbe andata a vivere altrove.

Sono trascorsi sei anni da quella volta lì, e lei ancora a scavarsi dentro in un serrato dialogo con se stessa ma anche con il fratello, un’assenza/presenza inquietante… […]

Una vita raccontata in un’ora di grande teatro […] Detto del gran testo di Sergio Pierattini apprezzabile per ritmi, pause, come in attesa di risposte interiori e, come già ricordato alla noia, per le “emozioni” normali che trasmette quasi carnalmente allo spettatore, un encomio va al regista Peppino Mazzotta, che più che guidare sembra assecondare e contenere una strepitosa Milvia Marigliano. […]

Uno spettacolo da non perdere per il validissimo testo, per l’allestimento scenico e registico e per la grande, superba interpretazione di una delle migliori attrici dell’attuale teatro italiano.

Adelio Rigamonti

 

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nel corso della stagione 2015/16
In scena al Filodrammatici fin0 al 12 novembre 2017)

Risultati immagini per Parassiti fotonici

Di Philip Redly – Regia di Bruno Fornasari

FAUST CERCA CASA

Al Teatro Filodrammatici, di scena Parassiti fotonici di Philip Ridley, assai prolifico autore inglese non solo nello scrivere opere teatrali: bizzarro quanto basta ricorre spesso all’humor nero per “impastare” i propri lavori. E di tanto humor nero è impastata questa recentissima e frizzante commediola in cui si mostra al pubblico fino a che punto potrebbe spingersi una giovane coppia con un figlio in arrivo per possedere la propria casa dei sogni.

I due sposini raccontano la loro storia partendo dal giorno in cui, non ancora nato il bimbo, si presenta un’inviata del comune, la Signorina Dee, misterioso personaggio, spicciativa donna in carriera con evidenti imparentamenti luciferini. La donna, inspiegabilmente a conoscenza di tutto il passato della coppia, offre loro, con tanto di contratto, una casa gratuitamente con la clausola che siano i due sposini a ristrutturala a spese proprie. Nonostante la casa sia quasi fatiscente la Signorina Dee riesce in breve a convincere le estreme resistenze di Ollie, lo sposino, che annusa puzza di truffa. La casa, su due piani, comunque è loro e moltissimi saranno i lavori per la ristrutturazione. Qualcosa di strano e/o diabolico accade subito alla prima sera. Un barbone entra in cucina per rubare del cibo; Ollie scende, lo scopre e in una colluttazione, inconsapevole, l’uccide.[…] Nella commediola sono evidenti riferimenti a patti faustiani rivisti e aggiornati: ai giorni d’oggi una casa firmata val certo di più che la propria coscienza per siglare patti con Mefistofele/Signorina Dee. […]

Tutto quanto c’è di mezzo lo scoprirà lo spettatore.

Una buona ragione per andare a vedere “Parassiti fotonici” sta nella superba ed esilarante recitazione, perfetta nei tempi, di Federica Castellini e Tommaso Amodio. Attori con alle spalle ricchi curricula professionali, in grado di sciorinare sulle tavole del Filodrammatici bravura e già grandissima dose di “mestiere”. Il sottofinale, la festa del primo compleanno del figlio, è un saggio di grande teatro comico: i due riescono a popolare il palco, il luogo della festa, di tutti i vicini di casa. Nel cammeo oltre a bravura e mestiere i due attori danno prova di una gran freschezza fisica. In questo squarcio di divertentissimo teatro la mano del regista Bruno Fornasari è presente e visibile anche se con garbo e leggerezza. L’esperta Elisabetta Torlasco, luciferina  inviata del comune, è un non invadente perfetto file rouge dell’intero lavoro. Bravi tutti.

Adelio Rigamonti

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