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Del piacere del bisogno di tempo libero

(Visto allo Spazio Alda Merini il 20 settembre 2018)

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Drammaturgia e regia di Cristina Castigliola

IL GROTTESCO CHE EMERGE

Nonostante lo spazio estremamente piccolo e poco adatto a qualsiasi rappresentazione teatrale dello Spazio Alda Merini, Cristina Castigliola ha confermato di essere un’attrice talentuosa, portando in scena il suo Del piacere del bisogno di tempo libero.

Del piacere del bisogno di tempo libero è una pièce che Cristina Castigliola mette in scena dal gennaio 2013, affinandolo sempre di più nei tempi e nella gestualità che in molti passi ricorda assai da vicino la clownerie, a partire dagli elementi scenici sparsi sul pavimento che non sono inseriti ovviamente in una vera e propria scena, impossibile da installare in un ambiente così ridotto sia pur molto ospitale e simpatico. Proprio le anguste dimensioni dello spazio sembrano a volte imbrigliare e in qualche modo limitare la scatenata e gustosissima mimica di Cristina.

Il testo presentato allo spazio Alda Merini, in realtà una conferenza spettacolo, è essenziale e immediato senza momenti di morta e, grazie soprattutto alla grande abilità interpretativa di Cristina, coinvolge il pubblico. Mi sembrerebbe limitativo catalogare lo spettacolo semplicemente come comico. Certo si ride e per i tempi che corrono già questa cosa è assai rimarchevole, ma il grottesco che emerge con forza, addirittura con rabbia, nel pur breve spettacolo  rende il tutto una lucida riflessione, con molte necessarie e calibrate fughe nel surreale, sulle ansie, sulle angosce e sulle psicopatie del nostro vivere contemporaneo. Ansie angosce e psicopatie che, anche se nello spettacolo sono declinate al femminile, riguardano ovviamente tutti, sempre oppressi dall’alienazione procurata dal lavoro e un tempo cosiddetto libero ormai omologato e reso coatto. Dopo aver visto lo spettacolo di Cristina Castigliola si sente ancora di più l’esigenza non di un tempo libero ma di un tempo liberato dal lavoro. Testo interessante, sciolto, con “pesi” e tempi quasi sempre ben distribuiti. Sulla regia, della stessa Cristina Castigliola, sospendo qualsiasi giudizio poiché, in assenza di una completa scenografia e soprattutto delle luci e dei loro giochi, ciò che è stato restituito al pubblico è stato soprattutto un’ottima prova d’attrice per un testo ben calibrato.

Adelio Rigamonti