TEATRO ELFO PUCCINI - SALA FASSBINDER

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ARIZONA

Una tragedia musicale americana
di Juan Carlos Rubio
traduzione Giorgia Maria D’Isa in collaborazione con Pino Tierno
regia Fabrizio Falco
scene e costumi di Eleonora Rossi
musiche e suono Angelo Vitaliano
luci Vincenzo Bonaffini
con Laura Marinoni e Fabrizio Falco
assistente alla regia Maurizio Spicuzza
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione

Visto da Claudia Pinelli al Teatro Elfo Puccini – Sala Fassbinder il 20 novembre 2019

ARIZONA

UNO SPETTACOLO DISTURBANTE SULLA POCHEZZA UMANA

immagine schedaLaura Marinoni e Fabrizio Falco, anche regista, portano sul palco della Sala Fassbinder del Teatro Elfo Puccini fino al 1 dicembre un testo dello spagnolo Juan Carlos Rubio, Arizona.

Una copia di coniugi aderisce al progetto del governo americano “Minute Man”, purtroppo realmente realizzata durante l’ultima amministrazione Bush, e si trasferisce nel deserto sulla linea di confine con il Messico per avvistare e fermare “l’invasione” di eventuali emigranti dal sud del mondo, fuorieri di ogni ignominia “ci rubano il lavoro, uccidono i nostri figli, violentano le nostre figlie”.
Lui è il prototipo del maschio pieno di certezze, armato e pronto a perorare le sue convinzioni con frasi fatte,  chiuso a ogni tipo di ragionamento altro,  convinto di star facendo la storia.
Lei  con il suo cappellino rosso  sembra vivere in una dimensione temporale avulsa dal presente, accetta: il marito, il deserto, il caldo, i disvalori perorati, risvegliando però man mano una coscienza.
È una tragedia quasi musicale con Julie Andrews e “Tutti insieme appassionatamente” a fare da colonna sonora con le parole che si storpiano e adattano all’ossessione di una realtà in cui non è permesso avere dubbi, in una violenza, verbale e fisica, che si scatena per prima nei rapporti di dipendenza della coppia.

La finzione drammaturgica mischia i piani, l’alienazione trasforma il grottesco in dramma, la coscienza acquisita vissuta come minaccia da stroncare, in uno spettacolo disturbante sulla pochezza umana, sull’ossessione, sull’autocentratura di uno sciovinismo che vorremmo più distante e invece sappiamo ci riguarda da vicino, ma una trasposizione scenica valida sapientemente condotta, con  attori veramente bravi.

Claudia Pinelli