IL MATTO 3

(Visto il 2 marzo 2018 al Teatro Cooperativa)

Il matto 3

Di Massimiliano Loizzi

IL GROTTESCO DEL POTERE

Si possono portare a processo eventi che mettono sul banco degli accusati non solo gli esecutori materiali, ma uno Stato che ha permesso che avvenissero e che ha fatto di tutto per mascherare la verità?

Puoi se sei “Il Matto”,  nella tradizione del  giullare che con la risata mette a nudo il grottesco del potere, che osa dire quello che altri vorrebbero nascondere in una denuncia che è  empatia verso gli ultimi della terra.

Quello in scena al Teatro della Cooperativa fino all’11 marzo, é  il terzo capitolo della trilogia de “Il Matto” che Massimiliano Loizzi ha portato e porta in scena affrontando eventi che non hanno avuto il diritto di entrare in un’aula di giustizia, che si sarebbe voluto far dimenticare. E allora il processo lo istruisce lui, rivestendo tutti i ruoli e strabordando in quello di Dio, come solo i pazzi, o gli istrioni, possono fare.

Dopo Il Matto 1, una tragica farsa sul processo per la morte di Giuseppe Pinelli, Il Matto 2 sul G8 di Genova e la tragica fine di Carlo Giuliani, ecco Il Matto 3 sulla tragedia dei migranti: nell’ottobre del 2013 un barcone proveniente dalla Libia con a bordo 480 profughi siriani si inabissa dopo aver lanciato  una richiesta di soccorso raccolta dalla Marina italiana che avrebbe una nave a poche miglia di distanza, ma in un rimpallarsi di responsabilità  tra Italia e Malta, per un lunghissimo periodo di tempo nessuno interviene e duecentosessantotto persone, tra cui sessanta bambini, perdono la vita.

La struttura dello spettacolo è la stessa dei capitoli precedenti con un unico elemento di scenografia, la sedia, scranno del giudice di questo immaginario tribunale in cui, spostandosi sul palco, Loizzi interpreta tutti i ruoli, difesa e accusa, e con un’ottima prova attoriale strappa amare risate.  Senza mai perdere la verve, la sfrontatezza, l’ironia, sferza il pubblico con l’incisività del racconto, coinvolgendolo e portandolo alla scoperta di una realtà  agghiacciante, documentata e sconvolgente inserendo elementi sarcastici e dissacratori, in un esempio riuscito di teatro civile perché “siamo su questa terra e su questa terra dobbiamo tutti camminare”.

Claudia Pinelli