HO ADOTTATO MIO FRATELLO

(Visto al teatro Martinitt il 2 febbraio 2018)

Risultati immagini per HO ADOTTATO MIO FRATELLO MARTINITTDi Mirko Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane, Joy Libertino e Nazzareno Mattei –
Regia di Fabrizio Nardi

STORIE DI CONVIVENZA

Il Teatro Martinitt ospita sino al 18 febbraio lo spettacolo Ho adottato mio fratello interpretato, con la regia di Fabrizio Nardi, da Mirko Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane e Joy Libertino che formano una giovanissima compagnia che ha ideato e scritto, in collaborazione con Nazzareno Mattei, il piacevole testo.

I quattro attori disinvolti, comunicativi e coinvolgenti portano in scena una commedia brillante, ben costruita, dal ritmo incalzante che diverte con la sua ironia e le numerose situazioni comiche che si vengono a creare sul palco.

La storia è quella di due fratelli che rimasti soli dopo la morte dei genitori si trovano costretti a condividere la casa di famiglia, unica certezza a cui aggrapparsi, affrontando parecchie difficoltà sia economiche sia organizzative.

Innanzitutto Francesco (Mirko Cannella) e Bruno (Nicolò Innocenzi) sono come il giorno e la notte cioè hanno due caratteri diametralmente opposti: Francesco, il più piccolo, è meticoloso, dinamico, responsabile e colto; Bruno, il maggiore, è pigro, indolente, nullafacente anche un po’ ignorante.  Ciò crea parecchia preoccupazione in Francesco che per trovare un po’ di conforto si sfoga parlando alla foto del padre che campeggia sul mobile dell’ingresso chiedendogli dei consigli.

Per quanto riguarda la situazione finanziaria, gli unici soldi che entrano in casa sono quelli che guadagna Francesco facendo l’agente immobiliare mentre Bruno oltre a non lavorare ha il vizio di fare scommesse. Proprio per raggranellare un po’ di soldi Bruno decide, all’insaputa del fratello che si è sempre mostrato contrario, di mettere un annuncio per affittare la stanza dei genitori vuota e inutilizzata da anni.

Ed è qui che entrano in scena Rosario (Michele Iovane) e Nicola (Jey Libertino), due giovani meridionali che per farsi affittare la stanza fingono di essere del Nord Italia, visto che nell’annuncio si cercavano inquilini non terroni.

Ne nascono situazioni e battute esilaranti in cui Rosario che è siciliano si esprime con la tipica cadenza milanese mentre Nicola di origini pugliesi si finge veneto.

Una storia di famiglia e di convivenza tra incomprensioni, pregiudizi e recriminazioni che avrà un lieto fine.

Il testo è carino, fresco e brioso, adatto a essere interpretato da questi giovani attori diplomati all’Accademia del Teatro di Roma, che riescono, con la loro verve e abilità mimica, a intrattenere piacevolmente il pubblico, anche se in alcuni passaggi della pièce sopravvivono stereotipi (i terroni al Nord) ormai superati da ben altre forme di razzismo.

 

Marina Salonia