PICCOLO TREATRO - PAOLO GRASSI

LA PAROLA GIUSTA

Fino al 6 ottobre 2019 

di Marco Archetti
con la collaborazione di Lella Costa e Gabriele Vacis
regia Gabriele Vacis
con Lella Costa
scenofonia, luminismi e stile Roberto Tarasco
coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Centro Teatrale Bresciano


Visto da Claudia Pinelli al Piccolo/Teatro Grassi il 3 ottobre 2019

LA PAROLA GIUSTA

IL DIFFICILE COMPITO DI RACCONTARE

Non è facile portare su un palcoscenico la storia più recente del nostro Paese, una storia di vissuti interrotti, di traversie giuridiche, di macchinazioni, omertà e depistaggi, di responsabilità di apparati dello Stato ancora gravida di conseguenze, cercando di inserirlo in un discorso drammaturgico che informi coinvolgendo, perché anche le generazioni più giovani abbiano memoria di quello che è stato.
 
In questo senso La parola giusta  in scena al Piccolo Teatro Grassi dal 2 al 6 ottobre è  un progetto parzialmente riuscito che ha il merito di riportare sotto la luce dei riflettori due momenti cruciali della storia dell’Italia democratica, la strage nella Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana a Milano il 12 dicembre 1969 e la strage in piazza della Loggia a Brescia il 28 maggio 1974, in una  collaborazione tra il Piccolo Teatro di Milano e il Centro Teatrale Bresciano.

Lella Costa ha il difficile compito del racconto, su un testo di  Mario Archetti.
Sono i 17 anni di una ragazza, che deve incontrarsi con il suo primo innamorato che lavora all’interno della banca il 12 dicembre 1969, che si dispiegano davanti agli occhi degli spettatori, sono le speranze, le lotte, operai e studenti uniti, il contesto sociale, la musica, il calpestare la luna del primo sbarco e l’agognare a raggiungere la luna  in senso figurato.
Quale sarà la parola giusta per ricordare, per raccontare i sogni di una generazione che gli artefici del deflagrare avrebbero voluto far infrangere insieme ai corpi di chi è stato dilaniato e di chi è stato triturato da macchinazioni ordite e tramate? Sono difficili da trovare, ma si prova, si insiste, si continua a esserci.
La regia di Gabriele Vacis è precisa e puntuale, Lella Costa brava, vera, si muove sul palco  supportata da scarni elementi scenografici, le vittime ombrelli che calano dall’alto da aprire uno per uno. Anche se la drammaturgia a tratti stenta a mantenere il ritmo e le due stragi accumunate rischiano una eccessiva superficialità nel trattare temi così complessi, lo spettacolo trasmette la passione civile e la non possibilità di rimanere indifferenti e questo penso sia il risultato più importante.

-“La parola giusta” si inserisce nel progetto “La stagione inquieta della Repubblica ” che analizza, con un  linguaggio articolato, nel tempo e nei luoghi, i grandi sconvolgimenti che hanno attraversato l’Italia  repubblicana negli anni dello stragismo politico” – cit.

                                                                       Claudia Pinelli