GIORGIO STREHLER E IO

(Visto al Teatro della Cooperativa il 19 ottobre 2017)

Gian Carlo Dettori

Di Claudio Beccari

OMAGGIO AL MAESTRO

Al Teatro della Cooperativa Gian Carlo Dettori è  solo sul palco, siede a un tavolino, sul lato destro della scena, dove sono appoggiati dei fogli da cui legge. Alle sue spalle vengono proiettate delle fotografie, supporto  visivo a  quello che va narrando. 

La sua voce, così bene impostata, ci porta a seguirlo in questo omaggio a un immenso Maestro, Giorgio Strehler, con cui il grande attore ha avuto un’ amicizia che è andata al di là  delle tavole del palcoscenico. Così il narrare si fa ricco di aneddoti, di accenti umani che danno spessore e creano emozione, in una ricostuzione non stereotipata o edulcorata, in uno spaccato prezioso  in cui il Maestro appare prepotentemente in tutta la sua originalità. 
Esilarante il racconto del provino di Dettori per essere ammesso alla scuola del Piccolo Teatro, illuminante scoprire che fu Strehler che impose agli attori di imparare le parti a memoria superando il ruolo del suggeritore che fino a quel momento veniva utilizzato.

Gian Carlo Dettori è un artista vero e completo, di altissimo livello e carisma, formato a una scuola severa ma anche creativa e versatile e con la sua intelligente ironia ci narra del Maestro Giorgio Strehler che mise in campo un profondo rinnovamento del teatro italiano  intrecciandolo con la storia del nostro Paese del secondo dopoguerra e con la  sua idea che il teatro e la cultura  dovessero essere al servizio del rinnovamento sociale e  non potessero prescindere da un impegno civile e politico vero e  costante facendoci sentire molto intensamente la mancanza di figure di quel calibro.

Claudia Pinelli

Archivio di Ottobre

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