TEATRO ELFO PUCCINI

logoMIO CUORE IO STO SOFFRENDO. COSA POSSO FARE PER TE?

19 e 20 settembre 2019

uno spettacolo ideato e diretto da Antonio Marras
coreografie Marco Angelilli
art director Paolo Bazzani
con Ferdinando Bruni, Federica Fracassi, Marco Vergani
e la partecipazione straordinaria di Simonetta Gianfelici e Giovanni Franzoni
e con Francesco Marilungo, Vincenzo Puxeddu, Matteo Ramponi, Giuseppe Sartori
produzione Valeria Orani – 369gradi in partnership con Sella&Mosca


Visto da Adelio Rigamonti in Sala Shakespeare il 19 settembre 2019

MIO CUORE IO STO SOFFRENDO. COSA POSSO FARE PER TE?

MARRAS TRA RIVISITAZIONI E GRANDI ATTORI

Mio cuore io sto soffrendo. Cosa posso fare per te? È Il verso di una famosa canzone di Rita Pavone che dà il titolo allo spettacolo ideato e diretto dallo stilista sardo Antonio Marras che ha fatto un passaggio veloce, due sole serate, nella Sala Shakespeare dell’Elfo Puccini.

Risultati immagini per mio cuore io sto soffrendo MarrasPrendendo in prestito quanto si legge sul foglio di sala, più che di spettacolo parlerei di atto performativo per definire il prodotto della prima regia, nel senso di vera e propria regia teatrale, di Marras.

Quanto ho visto nella serata della prima milanese è una sofferta e sofferente narrazione, spesso dolorosa,

in più quadri volutamente slegati drammaturgicamente, in cui il cuore  è protagonista assoluto.

Marras compie un’operazione di taglia e cuci contaminando, con misurata bravura, più linguaggi: dalla danza, alla performance, all’inclusione di testi alti e lirici.

Sin dall’inizio (una forse troppo lunga e lenta azione scenica in cui venti egregi performer portano in scena dieci cuori poi protetti da teche di vetro) si nota come gran parte del lavoro registico sia indirizzato a privilegiare l’aspetto estetico. Una scelta estetica che è evidenziata anche dall’uso di testi classici della letteratura alta italiana, ma soprattutto dalla gestualità di attori e performer. Una gestualità e un modo di fare e concepire il teatro che ricorda assai da vicino il grande e geniale lavoro di Pina Bausch alla guida del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch e per questo fatto non mi sento di giudicare innovativo il puzzle estetizzante di Marras.

L’atto performativo di Marras contiene perle visive che sarebbe un errore sottovalutare, come l’emozionante danza/lotta di Vincenzo Puxeddu e Francesco Marilungo, che riesce a sottolineare come nei rapporti umani non esista alcuno sbarramento imposto da menomazioni fisiche anche gravissime.

La parte testuale è soprattutto un collage, come già detto, di grandi testi della letteratura italiana in cui spiccano il brano di Calvino ben riproposto da Simonetta Gianfelici e Giovanni Franzoni e la ferocia buzzatiana nello scontro quasi pugilistico tra Ferdinando Bruni e Marco Vergani.

Mi sono recato a teatro per individuare quanto di nuovo avrebbe portato la regia di Marras e per assistere alle performance attoriali di Federica Fracassi e Ferdinando Bruni. Confesso di avere trovato poco di nuovo nella regia di Marras, più preoccupato al vestito che al contenuto, che pur essendo assai umanamente importante, esigeva una coraggio drammaturgico più autonomo e personale. D’altra parte confesso di avere ancora una volta ricevuto conferma delle altissime qualità recitative di Fracassi e Bruni, che hanno guidato un cast d’attori e danzatori eccellente. Oltre a loro e a Marco Vergani, Simonetta Gianfelici, Giovanni Franzoni, Francesco Marilongo, Vincenzo Puxeddu, completavano il cast Matteo Ramponi e Giuseppe Sartori e venti scatenati, forse troppo, performer. Applausi per tutti.

                                               Adelio Rigamonti