1, 2 TORRACA BIS!

RECENSIONE/UN LETTO FRA LE LENTICCHIE

IL RACCONTO RIBELLE DELLA VICARIA

Fino al 30 maggio è di scena nella Sala Bausch del Teatro Elfo Puccini Un letto fra le lenticchie di Alan Bennet, uno spettacolo di Luca Torraca che ne è anche prezioso interprete nel dare vita al personaggio di Susan, moglie di un vicario della chiesa anglicana e per questo chiamata “la vicaria”.

Luca Torraca

All’arrivo del pubblico Susan/Torraca è già al centro della scena: sta sbrogliando solitari con le carte e bevendo, a piccoli sorsi, una bibita o forse dello sherry. Ai lati del tavolo, oltre a tre sedie, tanti, molti ceri posti su mobiletti laterali: è questo il luogo del racconto di una donna che si racconta per flash.

La donna vuole vivere “oltre”. Al di là di ogni convenzione sociale, al di là del bigottismo soffocante che la soffoca. Susan per andare “oltre” e per rivendicare il suo ruolo di persona trova sollievo e forza nell’alcool e in improvvisi e inattesi erotici incontri esotici con il proprietario indiano di un emporio.

Alla religiosità di facciata del marito vicario e all’ottusità bigotta delle sciagurate frequentatrici della parrocchia, Susan cerca di opporre una propria forma di religiosità interiore assolutamente fuori dagli schemi.

Lo spettacolo, il terzo tratto da Alan Bennet, offre un’altra possibilità, semmai ce ne fosse ancora bisogno, a Luca Torraca di dimostrare la sua grande capacità di dar forma e forza a personaggi femminili difficili e complessi.

Lo spettacolo non possiede tuttavia quella carica empatica di Aspettando il telegramma  e il testo, lieve e mai volgare come tutti quelli di Bennet/Torraca, ha qualche incertezza drammaturgica, ed è forse per rimediare a quest’ultime che il protagonista imprime allo spettacolo un ritmo veloce e incalzante, forse troppo veloce. Della velocità imposta dall’attore regista ne è testimone la breve durata del monologo. Una durata che alla cassa e nei comunicati stampa è stata annunciata di poco superiore all’ora e che arriva a fatica a quaranta minuti.

Alla fine grandi e meritati applausi per Luca Torraca che con questo spettacolo chiude un fortunato  trittico dedicato alle opere di Bennet.

Adelio Rigamonti

SENSAZIONE DI UNO SPETTATORE

UNO SPETTACOLO CHE SCUOTE

Aspettando il telegramma': il manifesto per la terza età in scena al Teatro  Elfo Puccini di Milano – Articolo21
Luca Torraca

Aspettando il telegramma è stato uno spettacolo molto particolare, mi ha profondamente scossa, sicuramente per due motivi. Il primo per aver lavorato nelle RSA e aver vissuto ed essere stata l’intermediaria di rapporti con il personale come quelli descritti, o di grande empatia o di distacco che rasentavano l’odio da entrambe le parti. Il secondo motivo è che il pensiero della vecchiaia si cerca sempre di sviarlo, ma è lì prepotente davanti a noi con le sue incertezze, con le sue paure. Il testo è profondo ed immediato, come è immediata la scenografia, pochi fronzoli, povera e minima, non c’è palco l’attore è a terra su una carrozzina, eppure riempie la scena, e ti viene incontro tutta la tristezza e la malinconia del personaggio. Luca Torraca, è bravissimo interpreta una donna anziana con un’intensità che emoziona, ci ha svelato che ha 81 anni ( portati benissimo) , forse questo viaggio nella vecchiaia lo vive in prima persona ed ha saputo interpretarlo con pacatezza, ma con un sentimento che ha trasmesso una emozione a tutto il pubblico. Grandi applausi meritati e ancora un calore di ben tornato teatro.

Giordana Martinetti

TEATRO ELFO PUCCINI – SALA BAUSCH

Un letto fra le lenticchie di Alan Bennett, è il terzo monologo che Luca Toracca dedica a questo autore, dopo i successi di Una patatina nello zucchero e Aspettando il telegramma.