LINGUA DI CANE

(Visto il 19 aprile al Teatro Menotti)

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Di Sabina Petyx – Regia di Giuseppe Cutino

LE RICCHEZZE DEL TEATRO POVERO 

Lingua di cane in scena al Teatro Menotti fino al 22 aprile, scritto da Sabina Petyx e diretto da Giuseppe Cutino, è un altro spettacolo che ha al proprio centro le tragiche vicende dei migranti che attraversano il Mediterraneo nella speranza di fuggire da fame e guerra.

Ma questo è altro per molti motivi che, più che con la dolorosa e nota storia evocata, hanno a che fare con i linguaggi teatrali e la grande empatia che emana per tutta la durata dello scorrevole e convincente spettacolo.

La scelta di originali linguaggi teatrali, frutto di certo gran lavoro di laboratorio collettivo, supporta ed esalta un testo intenso che, soprattutto per la difficoltà della lingua, un siciliano assai stretto, non sempre riesce immediato. Comunque è testo privo di consunta retorica e, sebbene appaia per ispirata costruzione registica drammaturgicamente frammentato, comunica spunti per una poetica e cruda riflessione sul forte desiderio dei migranti finiti sul fondo del mare di non essere ignorati come non fossero mai esistiti.

Autrice, regista e i convincenti attori, quasi tutti giovanissimi, pongono una firma importante allo spettacolo. Una firma che riesce fresca pur nell’immane tragedia evocata. Tale freschezza, che tiene il pubblico incollato allo spettacolo per le profonde riflessioni a cui costringe, è creata e supportata dai movimenti di scena, quasi un rimando al teatro danza pur nella continua affermazione di voler essere teatro povero e tragico. A creare empatia col pubblico non sono solo gli accuratissimi movimenti scenici, ma anche i materiali (su tutti i dorati teli termici che ogni giorno vediamo nei servizi che vengono dal nostro Sud), i colori, i suoni e le musiche che appaiono sempre appropriati e affascinanti.

Un grazie davvero a tutti gli attori di talento (Franz Cantalupo ed Elisa Di Dio, insieme con i giovani Sara D’Angelo, Noa Di Venti, Mauro Lamantia e Salvatore Galati), all’autrice Sabina Petyx e al regista  Giuseppe Cutino per il valido e concreto spettacolo che hanno offerto al pubblico e che, non fosse altro che per le emozionanti suggestioni visive che lo permeano, è da non perdere.

Adelio Rigamonti