IL NULLA – THE VOID

(Visto il 16 ottobre al Teatro OutOff)

Risultati immagini per il nulla - the void

Drammaturgia e regia di Massimiliano Cividati

PAROLA D’ORDINE: RIMUOVERE

Fino al 21 ottobre al Teatro Out Off, lo spettacolo scritto e diretto da Massimiliano Cividati, Il nulla – The void, sottolinea come dalle nostre parti ci sia un teatro nuovo, interessante e vitale, che fa del voler far prevalere il linguaggio dei segni, dei gesti, dell’azione sulla parola uno dei suoi caratteri fondamentali.
Molte sedie disposte accuratamente ai lati dello spazio scenico, un divano nero al centro, un tavolo tipo Ikea che viene portato dentro e fuori alla bisogna. Sul lato destro, dietro le sedie, un cassonetto della spazzatura che via via sarà “rifocillato” di tutti i segni e gli oggetti del rimosso.Il tema della rimozione è il perno motore di tutto lo spettacolo e ciò è chiaro ed esplicito fin dall’inizio quando, con gli attori irrigiditi sulle sedie, una voce fuori campo dai ritmi monotoni, monocorde e meccanica ricorda più volte cosa si intenda proprio per rimozione.
Poi inizia una sarabanda di agite, ballate rimozioni. Si rimuove di tutto, dagli omicidi alle violenze domestiche, dalla paura della malattia a quella dell’invecchiare (uno degli steep  più divertenti dell’intero spettacolo) alla morte infine.  Tutto avviene, come opportunamente sottolineato sul foglio di sala, all’insegna del non pensarci sopra e così si passa sopra all’alcolismo, alla paura della genitorialità, ai pesanti complessi di colpa per la fine di un’unione sentimentale.  Il tutto si svolge nell’oggi di una società ipertecnologizzata  in cui non si può fare, per esempio,  a meno dell’i-phone e in cui il cane di casa non muore ma smette solo di funzionare, come un normale utensile tecnologico.
Gli attori Michele Basile, Alex Cendron, Camilla Pistorello, Camilla Violante Sheller, Adalgisa Vavassori sono tutti all’altezza d’uno spettacolo fisico che richiede sicuramente sforzo e fatica, precisi nei tempi per far funzionare una macchina teatrale ben congegnata e oliata. Nonostante i brillanti assolo dei singoli attori, ciò che mi ha favorevolmente colpito è la capacità dell’autore/regista Massimiliano Cividati di far emergere il gruppo, la squadra senza visibili squilibri, una capacità non del tutto comune in un teatro che spesso torna a tromboneggiare  per ribadire la personalità del singolo. Da vedere.

                                                                                                                                       Adelio Rigamonti