TEATRO ELFO PUCCINI - SALA SHAKESPEARE

logo

DIPLOMAZIA

di Cyril Gely
traduzione Monica Capuani
uno spettacolo di Elio De Capitani e Francesco Frongia
luci Michele Ceglia
suono Luca De Marinis
con Ferdinando Bruni, Elio De Capitani, Michele Radice, Alessandro Savarese, Simon Waldvogel
produzione Teatro dell’Elfo, LAC Lugano Arte e Cultura e Teatro Stabile di Catania
prima nazionale

DIPLOMAZIA

UN’EMOZIONEimmagine scheda

Avrebbe dovuto debuttare lo scorso marzo “Diplomazia”, il dramma di Cyril Gely, nell’adattamento  di Elio De Capitani e Francesco Frongia, con Ferdinando Bruni e Elio De Capitani nel ruolo dei protagonisti, ma i noti accadimenti hanno rimandato la prima, ed è  divenuto  così  il significativo spettacolo d’esordio della stagione che segna la riapertura del Teatro Elfo Puccini. Una scelta particolarmente apprezzata: é  bellissimo che la stagione riparta con uno spettacolo di valore e una storia di resistenza, di caduta e sogno di rinascita, di umanità che affiora in tempi e luoghi che smetteranno di essere bui, per ricominciare a immaginare un futuro diverso.

Una notte cruciale quella del 25 agosto del 1944, il generale tedesco Dietrich Von Choltitz, Elio De Capitani, governatore militare di Parigi si appresta a dare l’ordine esecutivo di distruzione della città prima della ritirata; i ponti sulla Senna sono stati minati e alla loro esplosione l’esondazione del fiume provocherà  un numero spaventoso di vittime tra i cittadini inermi. É arrivato l’ordine dall’alto: di Parigi non deve rimanere nulla, né  persone né  monumenti che verranno abbattuti con cariche di esplosivo simultanee.
Usufruendo di un passaggio segreto, fatto costruire da Napoleone III per raggiungere la sua amante, rimasto oscuro ai nazisti, il console di Svezia, Raoul Nordling, Ferdinando Bruni, riesce a entrare nell’ufficio del generale cercando una mediazione in un dialogo serrato e drammatico, ma non caricato di emotività.
In quella notte calda e afosa si decidono le sorti non solo di Parigi e dei suoi abitanti, ma di chi con il suo agire può essere la differenza tra distruzione e rinascita, tra l’essere soldato e l’essere umano, tra l’essere fedele a una patria a cui non si crede più per salvare i propri figli, ostaggi di un potere ai suoi rantoli finali ma ancora capace di imporre e ricattare.

Uno spettacolo importante in questo momento che si spera di ripresa ma ancora caricato di incognite. La scenografia, le musiche, una regia puntuale e coinvolgente a supportare attori di altissimo livello e affiatamento. Messaggi che si colgono e rimangono, in uno spettacolo da vedere e che non lascia indifferenti.

La sala con il distanziamento dei posti, la misurazione della temperatura, l’igienizzazione delle mani, gli attori distanziati sul palco e che quando  escono a chiusura sipario per i ringraziamenti  indossano la mascherina, accolti dagli applausi fragorosi di un pubblico attento e partecipe. Un’emozione.

Claudia Pinelli