GLI UCCELLI DI ARISTOFANE

Da Aristofane – Adattamento e regia di Emilio Russo

 (Visto al Teatro Menotti il 17  gennaio 2019)

LA FAVOLA DEGLI UCCELLI PARLANTI AL MENOTTI

Con il titolo Uccelli di Aristofane viene riproposta, fino  al 3 febbraio, al Teatro Menotti, nell’adattamento di Emilio Russo che cura anche la regia, la commedia forse più famosa di Aristofane, famosa a tal punto da ricordare la trama solo con quanto si trova facilmente in Internet.
Secondo la gran parte della critica contemporanea la commedia gli uccelli viene oggi considerata un’opera di evasione, in cui si sprigiona liberamente tutta la fantasia creativa soprattutto per la presenza di uccelli parlanti che accentuano il tono favolistico della storia. E opera di evasione è anche lo spettacolo portato in scena da Emilio Russo.
Senza alcun tradimento fondamentale per quanto riguarda contenuto e morale del testo di Aristofane, il regista ha lavorato soprattutto nell’ attualizzare il linguaggio quasi contaminandolo, pur sempre sotto traccia, con suggestioni e idee provenienti da una forte conoscenza dello sviluppo del genere commedia nel corso dei secoli.
Risultati immagini per menotti gli uccelliDopo qualche attimo di incertezza iniziale, la presenza continua e insistita di parlate e flessioni dialettali convince e diviene uno degli elementi fondamentali per la riuscita di tutto lo spettacolo in cui vengono conservati, in perfetta dizione italiana, splendidi monologhi tratti dall’originale in un’efficace e spigliata traduzione.
Felice mi è parsa l’intenzione di usare le ombre disegnate dalla Compagnia Controluce per smuovere la scena di Lucia Rho. Molto probabilmente proprio nella manovra delle ombre è necessario un maggior rodaggio per rendere gli effetti più agili. La scena di Lucia Rho, che tra stilizzate nubi impiumate presenta una massiccia tribuna che può ricordare quelle di un arengo o di un teatro greco, nella prima rappresentazione ha creato qualche piccolo problema agli attori che dovevano arrampicarci sopra dalla parte posteriore.
A concorrere al successo dello spettacolo vi è tutto il cast di attori assai giovani (Giuditta Costantini, Nicolas Errico, Ludovico Fededegni, Claudio Pellegrini, Claudio Pellerito, Giulia Perosa, Maria Vittoria Scarlattei, e Chiara Serangeli). Un bravo particolare a Nicolas Errico nel ruolo di Tereo/Upupa e Claudio Pellegrini nel ruolo di Evelpide.
Congrue le musiche eseguite dal vivo da Dimitri Kotsiouros, Marta Pistocchi e Roberto Romagnoli.
Gli uccelli di Aristofane portato in scena da Emilio Russo è impreziosito dalla gran voce della cantante Camilla Barbarito, un’eccellenza che è valore aggiunto a tutto spettacolo.

Adelio Rigamonti

TRAMA

Risultati immagini per aristofaneDue Ateniesi, Pisètero ed Evèlpide, disgustati dal comportamento dei loro concittadini, decidono di lasciare la città per cercarne un’altra dove poter vivere in pace. Si recano dunque da Úpupa, che è in realtà Tereo (in passato re di Tracia, poi trasformato in uccello dagli dei), e gli propongono di fondare insieme agli uccelli una città nel cielo chiamata Nubicuculìa (in greco ΝεφελοκοκκυγίαNephelokokkygía). Gli uccelli sono inizialmente ostili all’idea, poiché non si fidano di nessun uomo, ma le loro diffidenze vengono superate e cominciano i lavori.

I due uomini e gli uccelli si rendono ben presto conto che Nubicuculia è in una posizione molto favorevole, poiché è nel cielo, a metà strada tra gli dei e gli uomini. Gli uccelli dichiarano allora guerra agli dei, ed intercettando i fumi dei sacrifici offerti dagli uomini, riducono gli dei stessi alla fame. Al contempo, gli uomini accettano di venerare gli uccelli come le loro nuove divinità. Pisetero scaccia dalla città, insieme ad alcuni intrusi (un ispettore, un venditore di decreti, un sedicente poeta, un indovino), una prima messaggera degli dei, Iride; arriva così una seconda ambasciata formata da Poseidone, Eracle e Triballo, dio barbaro. Essi però non possono che accettare le condizioni dettate da Pisetero: gli uccelli diverranno gli esecutori del potere divino tra gli uomini, mentre Pisetero sarà nominato successore di Zeus e diventerà sposo di Regina, la donna depositaria dei fulmini del padre degli dei. Pisetero e gli uccelli ottengono così il potere, e la commedia si conclude con la celebrazione delle nozze tra Pisetero e Regina

                                                                    

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