TRAMEDAUTORE2019

Risultati immagini per OUTIS LOGOPICCOLO TEATRO PAOLO GRASSI DAL 16 AL 22 SETTEMBRE

16 settembre 

LA CLASSE. RITRATTO DI UNO DI NOI

di Francesco Ferrara
regia Gabriele Russo
con Luigi Adimari, Chiara Celotto, Rosita Chiodero, Salvatore Cutrì, Claudia D’Avanzo, Maria Francesca Duilio, Michele Ferrantino, Eleonora Longobardi, Luigi Leone, Andrea Liotti, Simone Mazzella, Salvatore Nicolella, Manuel Severino, Arianna Sorrentino
costumi Chiara Aversano
disegno luci Giuseppe di Lorenzo
aiuto regia Salvatore Scotto D’Apollonia
produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini


Visto da Roberta Pasetti il 16 settembre 2019

S.V.

17 settembre

A.CH.A.B. – ALL CHIHUAHUAS ARE BASTARDS

scritto e diretto da Aleksandros Memetaj
con Agnese Lorenzini, Ilaria Manocchio, Ciro Masella, Valerio Riondino
assistente alla regia Giorgia Calcari
produzione Nogu Teatro
con il sostegno di Cie-twain physical theatre company, Giallomare Minimal teatro, Catalyst teatro


Visto da Marina Salonia il 17 settembre

18 settembre

BRUCIA L’EUROPA

di Mario Gelardi, Alessandro Palladino, Davide Pascarella
regia di Mario Gelardi
con Federica Aiello, Riccardo Ciccarelli, Annalisa Direttore, Alessandro Palladino, Vincenzo Antonucci, Mariano Coletti, Carlo Geltrude, Salvatore Nicolella
costumi Alessandra Gaudioso
luci Alessandro Messina
produzione Nuovo Teatro Sanità


Visto da Salvina Ferrara il 18 settembre 

19 settembre

PETRONIA

di Francesco d’Amore e Luciana Maniaci
con Francesco d’Amore, Luciana Maniaci, David Meden
scene e costumi Stefano Zullo | luci Fabio Bonfanti
produzione Maniaci d’Amore, Teatro Stabile di Torino


Visto da Roberta Pasetti il 19 settembre

20 settembre

VOLVER

scritto e diretto da Giuseppe Provinzano
con Ibrahim Ba, Bandiougou Diawara, Alexsia Edman, Hajar Lahman, Gian Matteo Marie, Junaky Md Abdur, Andrea Sapienza
laboratorio permanente Amunì Marta Bevilacqua, Rossella Guarneri, Yousif Jaralla, Giuseppe Provinzano, Luigi Rausa
luci Gabriele Gugliara
scene Pablo Subercaseaux
produzione Babel Crew
con il sostegno di Spazio Franco
vincitore MigrArti 2018 | vincitore Premio alle arti sceniche Dante Cappelletti XI edizione

Visto da Adelio Rigamonti il 20 settembre

21 settembre

STORIA DI GIULIETTA

di Beatrice Monroy
regia e scene Giuseppe Marsala
con Costanza Minafra, Silvia Scuderi
aiuto regia e scene Claudia Puglisi
costumi Dora Argento | luci Gabriele Circo | suono Claudia Puglisi | assistente di scena Serena Caprì
produzione Teatri dei due Mari | in collaborazione con Urbana_casa teatro


Visto da Claudia Pinelli  il 21 settembre

22 settembre

LA VEGLIA

scritto e diretto da Rosario Palazzolo
con Filippo Luna
scene Luca Mannino | costumi Daniela Cernigliaro | luci Alice Colla | musiche originali e effetti sonori Francesco Di Fiore | video Gandolfo Schimmenti | post produzione video Valeria Di Matteo | parrucche Mauro Agrò | assistente alla regia Angelo Grasso | assistente di scena Clara De Rose
produzione Teatro Biondo Palermo


Visto da Claudia Pinelli il 22 settembre

TRAMEDAUTORE 2019

TRAMEDAUTORE2019 TRA BASSI E ALTI

Si è concluso domenica 22 al Piccolo Teatro Grassi l’edizione di Tramedautore 2019, la rassegna organizzata da Outis (Centro nazionale di drammaturgia contemporanea) giunta alla diciannovesima edizione è considerata, e sono gli stessi organizzatori a sottolineare ciò,  una delle più importanti vetrine per la scrittura teatrale contemporanea. La redazione di Teatro a Milano/Sonda.Life ha seguito tutte le rappresentazioni dal 16 al 22 settembre, dunque sette spettacoli sui dieci in programma e quindi, a mio parere, una quantità sufficiente per dare una visione d’insieme dell’intera rassegna, che tra bassi e alti (forse più i bassi che gli alti), mi è parsa, per il valore delle proposte, inferiore alle ultime edizioni precedenti.

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16 settembre – LA CLASSE. RITRATTO DI UNO DI NOI di Francesco Ferrara per la regia di Gabriele Russo.

Quasi fosse un saggio di fine anno, 14 interpreti giovanissimi inscenano alcune giornate di lavoro drammaturgico sul tema della strage di Utoya del 2011. Sul palco vediamo le prove degli attori, le loro discussioni e i tentativi di immedesimazione: il punto è che, proprio per portare in scena il processo verso un dramma, non si presenta un vero spettacolo fatto e finito. Benché abbia notato  l’impegno dei giovani attori, le voci, la respirazione e i tempi erano tutti fuori luogo. Così come erano fuori luogo alcuni brandelli di testo: brandelli perché non c’era alcuna trama reale, quasi Francesco Ferrara (l’autore) non avesse ancora chiaro cosa volesse portare in scena. (r.p.)

17 settembre – A.CH.A.B. – ALL CHIHUAHUAS ARE BASTARDS scritto e diretto da Aleksandros Memeta

Lo spettacolo, secondo quanto scritto sul foglio di sala, dovrebbe raccontare il punto di vista dei giovani nella società contemporanea, la difficoltà di crescere e di fare la scelta giusta. Purtroppo l’andamento drammaturgico è spesso confuso e debole e, benché abbia alcuni spunti  gustosamente ironici, spesso è slegato e poco comprensibile anche per alcune dubbie scelte registiche. Per fortuna che gli attori tutti offrono una più che buona recitazione che ben supplisce alle mancanze autoriali e registiche. Applausi per gli ironici e noir Ilaria Manocchio e Valerio Riondino, per l’esperto Ciro Masella e per l’intensa e sempre nelle righe Agnese Lorenzini. (m.s.)

18 settembre – BRUCIA L’EUROPA di Mario Gelardi, Alessandro Palladino, Davide Pascarella, per la regia
di Mario Gelardi

Estremismo: è la parola chiave che sorregge questo spettacolo. Tuttavia l’estremismo che balza prepotente sin dall’inizio è quello che emerge dal modo di comunicare il messaggio e non dal contenuto in sé. Lodevole è la volontà del regista di evidenziare una tematica su cui riflettere; poco incisiva, però, la modalità. Dialoghi scarni, a volte un po’ banali, un ripetere parole trite e ritrite che si perdono spesso nel vuoto. L’idea di proporre un argomento così delicato in chiave ironica non è di per sé sbagliata né fuori luogo; è la scelta del mezzo quella da rivedere. La sintonia tra gli attori è qualcosa su cui certamente si può puntare: a loro agio in scena, recitano con “passione” (a volte un po’ troppa). Notevoli, in particolare, le performance di Federica Aiello e Annalisa Direttore, abili nel ricoprire figure diametralmente opposte tra loro. (s.f.)

19 settembre – PETRONIA di Francesco d’Amore e Luciana Maniaci

Petronia: tre attori su due livelli spazio-temporali che si intersecano e completano fino alla risoluzione della trama. Da una parte un mondo di pietra (Petronia, appunto), dove nessuno nasce e nessuno muore, dove la vita non ha significato; dall’altra una “classica” fiction televisiva con eroe, innamorata e serva.
Gli attori sono molto bravi nei cambi di personaggio, nei tempi e nella recitazione in toto: uno spettacolo piacevole, divertente e non banale. Il testo è ben strutturato, dinamico e la mise en scène funziona bene.
Sono stati toccati vari temi, tra cui la realizzazione dell’individuo nel mondo contemporaneo, che non ci si aspetta di trovare in una commedia così divertente. (r.p.)

20 settembre – VOLVER scritto e diretto da Giuseppe Provinzano

Volver  (ritornare) è uno spettacolo del Progetto Amuni,un assai interessante laboratorio permanente per la formazione ai mestieri artistici e tecnici dello spettacolo dal vivo rivolto a ragazzi migranti e italiani di seconda generazione. Lo spettacolo è incentrato sulla storia di Nico e Rosetta, due giovanissimi fratelli che dopo il terremoto di Messina del 1908 si ritrovano, assieme a molti compaesani, in Argentina alla ricerca di una vita migliore. Una travagliata storia di ieri che ben si accomuna alle attuali sofferenze di milioni di migranti d’oggi. L’importanza del progetto, più che necessario, fa chiudere un occhio sulle debolezze del testo più incline alla ricerca poetica che alla denuncia. (a.r.)

21 settembre – STORIA DI GIULIETTA di Beatrice Monroy, regia e scene Giuseppe Marsala.

Lenzuoli stesi, lavati, spostati sulle corde tese in un palco che riporta al grande terrazzo della casa in Libia che si deve lasciare dopo l’avvento di Gheddafi nel 1969. Le prospettive di vita si infrangono all’improvviso, tre generazioni cresciute in terra africana si confrontano, la prima arrivata da colono, le altre lì  nate e cresciute, senza esserne mai uscite ma senza mai aver imparato il luogo né la lingua. Madre e figlia devono fare i conti con il proprio vissuto  per rimparare a vivere in un altrove che non è loro, accettando confini e identità che vengono rovesciati e imposti, lasciando tutto, in una migrazione che, ieri come oggi, carica su un barcone speranze e sogni in balìa delle onde. Tutto ciò nell’interessante lavoro drammaturgico di Beatrice Monroy. (c.p.)

22 settembre – LA VEGLIA scritto e diretto da Rosario Palazzolo

La Veglia è un un felice esempio di  teatro nel teatro, in cui il pubblico è interlocutore nei momenti Off Air in cui  Carmela racconta la sua umanità  dopo 21 anni di silenzio, e spettatore della parte che Carmela è  chiamata a recitare On Air in  trasmissioni “verità” a cui dare in pasto la storia per poter aver il diritto con il tele-voto di vegliare il corpo della figlia Samantha, suicida dopo un’infanzia da santona e un’adolescenza di venditrice di tupperware. Filippo Luna é da solo sul palco nelle vesti di Carmela, madre che ritrova la voce e articola un linguaggio sgrammaticato e vorticoso nella struggente urgenza di comunicare ma che viene fagocitata dal meccanismo dello “spettacolo” che si pasce del dolore altrui. (c.p.)

Hanno reso possibile questa recensione corale Salvina Ferrara, Roberta Pasetti, Claudia Pinelli e Marina Salonia alle quali va il mio grazie. (a.r.)