LE MORBINOSE

(Visto il 16 febbraio 2018 al Teatro Gerolamo)

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Di Carlo Goldoni – Regia di Adriana Saoner Mainardi

CORAGGIOSA INCURSIONE
DEL TEATRO GEROLAMO
IN UNO SMORTO CARNEVALE AMBROSIANO

Dimenticati i grandi Carnevali Ambrosiani degli Anni ‘80 o il riuscito Carnevale multietnico del 2011 promosso da Arci Milano, occorre ringraziare il Teatro Gerolamo per aver tentato di vivificare le ultime giornate di Carnevale con interessanti e coraggiose iniziative.

Lasciato ormai da anni il Carnevale alla buona volontà degli oratori, sia per mancanza di fondi, ma soprattutto per la carenza di proposte innovative e coinvolgenti, il Gerolamo, in una quasi  garbata provocazione, ripropone nella sua interezza il significato culturale di una tradizione che sta svanendo.

Una proposta che si articola in due offerte. Nei bellissimi spazi del rinnovato teatro di Piazza Beccaria è allestita una splendida e assai raffinata mostra di preziosi costumi carnevaleschi  del ‘700 del famoso atelier  veneziano di Pietro Longhi. Sul palco del Gerolamo viene riproposta una delle più divertenti commedie di Carlo Goldoni, Le Morbinose, già strutturata e definita nei caratteri dei personaggi. A interpretarla e a lottare con abilità con le minuscole dimensioni del palco i bravi attori della compagnia La Bautta diretta da Adriana Saoner Mainardi; la compagnia, che fa parte della Federazione Italiana Teatro  Amatoriale (FITA), è ben rodata nel proporre testi goldoniani e riesce a coinvolgere il pubblico nonostante l’oggettiva difficoltà della lingua molto stretta e qualche carenza registica nello scandire i tempi recitativi.

Adelio Rigamonti

TRAMA
Il curioso titolo deriva dall’intraducibile parola veneziana “morbìn”, che significa qualcosa di simile all’”argento vivo”, e sta ad indicare persone dal carattere allegro e scherzoso.

E’ il caso di Marinetta, appunto, la giovane, bella e spiritosa figlia del Sior Luca, che con la complicità della fida cameriera Tonina, approfitta dell’eccezionale libertà offerta dal Carnevale –la vicenda si svolge proprio nei giorni della festa mascherata per eccellenza- per tramare e mettere in atto un vero e proprio campionario di burle, suggeritole dal suo “morbìn”, tra cui il finto innamoramento per un simpatico e benestante cittadino milanese come il Conte Ferdinando. Tra burle e fraintendimenti  il lieto fine è certo.

(Dal comunicato stampa)