TEATRO DELLA COOPERATIVA

SONO BRAVO CON LA LINGUA

di Antonello Taurino e Carlo Turati
con Antonello Taurino
regia Antonello Taurino
produzione Teatro della Cooperativa
inserito in Invito a Teatro

Visto da Adelio Rigamonti il 16 e il 23 gennaio 2020

SONO BRAVO CON LA LINGUA

UN LINGUISTA PROIETTATO NEL VIRTUALE

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Sono bravo con la lingua è il più recente spettacolo di Antonello Taurino e Carlo Turati. È testo intricante e interessante che si muove in equilibrio tra linguaggi eruditi, didascalici e cabarettistici. Oggetto del narrare è proprio il linguaggio e in modo particolare lo sviluppo e l’uso del linguaggio in un contesto sociale e culturale in cui il virtuale è sempre più preponderante. Ormai quasi tutti siamo consapevoli che gli assistenti vocali in futuro rivoluzioneranno il modo con cui le persone comunicano. Già oggi grazie a piattaforme come Siri, Alexa e l’Assistente Google le persone possono accedere a uno spicchio di futuro, quando sarà possibile interagire direttamente con entità virtuali che forniranno non solo semplici informazioni di base ma anche una serie di servizi avanzati attraverso una conversazione naturale quasi umana. Tutto questo è possibile grazie all’intelligenza artificiale e al machine learning che progressivamente stanno rendendo gli assistenti vocali sempre più precisi.

Per rendere sempre più preciso il linguaggio degli assistenti vocali negli staff tecnologici americani sono stati recentemente inseriti linguisti provenienti da tutto il mondo. L’opportunità di essere inserito in un simile staff ha mosso il protagonista a proporsi come linguista al di là dell’Oceano. Superate tutte le prove preliminari è in attesa della chiamata definitiva, quella che muterebbe radicalmente le sua vita di professore precario a mille euro al mese, emigrato dal Salento a Milano e soprattutto potrebbe ridare valore a una laurea in lettere dai più considerata oggi, e non solo oggi, carta straccia.

In attesa della chiamata dagli States è uno snocciolare di giochi di parole e notizie dei vari sistemi linguistici usati in varie parti del mondo soffermandosi anche su popolazioni di minima entità e praticamente sconosciute del tutto come, un solo esempio, i Kuki Thaayaorre (250 persone che parlano una primitiva lingua aborigena nell’insediamento Pormpuraaw, nel Queensland, in Australia) che non hanno vocaboli per distinguere destra e sinistra. In tutto questo snocciolare di parole s’intrufolano battute cabarettistiche non sempre immediate e soprattutto l’insistente presenza-assenza della madre che lo raggiunge sistematicamente sul cellulare.

Lo spettacolo, alle primissime repliche, appare piacevole, ma non sempre di facile ricezione per la gran materia presente nel testo e per il non perfetto equilibrio tra sottolineatura dotta e opportuna e alcune battute messe lì per strappare risate e applausi che spesso non arrivano. Da rivedere il passaggio dal sottofinale al finale, lungo da permettere che il pubblico cominci ad applaudire ritenendo lo spettacolo finito. Il sempre bravo e assai talentuoso Antonello Taurino è apparso nelle primissime repliche più che altro preoccupato di far star tutto in tempi appropriati ricorrendo, a volte, a tempi velocissimi. Uno spettacolo che, opportunamente sfrondato, potrà esaltare un testo intelligente e innovativo. Comunque uno spettacolo godibile e da vedere anche per scoprire un finale a sorpresa.

Adelio Rigamonti

Su proposta dello stesso Antonello Taurino sono tornato, a distanza di una settimana, sono tornato a vedere Sono bravo con la lingua. Ho assistito a uno spettacolo assai più sciolto dove equilibrio tra sottolineature dotte e battute cabarettistiche è più solido e soprattutto ho visto un Taurino meno nervoso e meno preoccupato della durata dello spettacolo senza per forza dover congestionare tutta la strabordante materia contenuta nel bel testo. Da qui il cambio in meglio del voto espresso in stelline. (ar)