IL RACCONTO DI NATALE

(Visto il 15 dicembre al Teatro Filodrammatici)

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Di Charles Dicksen – Con Ferdinando Bruni

IL RACCONTO DI NATALE

È la vigilia di Natale, ma per l’usuraio Ebenezer Scrooge è un giorno come un altro: né i canti, né i sorrisi scalfiscono il suo cuore di ghiaccio. Durante quella notte però riceve delle visite straordinarie: gli appaiono i tre spiriti del Natale (passato, presente e futuro) preceduti dal fantasma del suo vecchio socio, Jacob Marley, condannato a vagare trascinando la lunga catena dei suoi errori, consapevole di aver sprecato la vita. Scrooge rischia la stessa fine dell’amico e questa terribile eventualità fa scattare in lui il cambiamento: la volontà di donare al prossimo se stesso e i propri averi, di tornare ad apprezzare la vita. (Dal foglio di sala)

BRUNI E LA SUA LANTERNA MAGICA

Risultati immagini per IL RACCONTO DI NATALE DISEGNI DI BRUNILa favola dell’uomo d’affari  Scrooge, avaro ed egoista, che trascura la famiglia  ed è incapace di apprezzare le piccole cose come il calore che regala il Natale, Charles Dickens la scrisse nel 1843. Il racconto che all’epoca rappresentò una forte critica alla società inglese è stato proposto in tutti i modi sia in teatro sia al cinema e ancora oggi, durante nel periodo natalizio, è uno degli spettacoli più rappresentati: immancabile come il panettone nei pranzi di Natale.


Ferdinando Bruni propone al Teatro Filodrammatici un’intensa e assai raffinata lettura del celeberrimo testo e con una forte e coinvolgente carica emotiva guida gli spettatori in un labirintico viaggio nell’inconscio d’un ego gretto e insopportabile. Lo splendido viaggio onirico tra passato, presente e futuro è di certo un alto esempio di recitazione, l’ennesimo a cui Ferdinando Bruni ci ha abituato giostrandosi in svariati registri vocali.

Bruni mette in scena il testo di Dicksen facendo scorrere dietro le proprie spalle, in un’accurata rivisitazione delle antiche lanterne magiche, suoi splendidi disegni, non semplici illustrazioni del narrato, ma indispensabili accessi per addentrarsi nell’indagine dell’animo umano calato nelle eterne contraddizioni della società e della storia. Il sia pur scontato lieto fine è nella rilettura di Ferdinando Bruni, bello, asciutto severo, senza scadere in un trito patetico. Da vedere.

Adelio Rigamonti

© Luca Piva