TEATRO FILODRAMMATICI

GIOVENTÙ SENZA

Fino al 24 novembre 2019

mar/gio/sab ore 21.00; mer/ven ore 19.30; dom ore 16.00

PRIMA NAZIONALE

di Bruno Fornasari
tratto da Gioventù senza Dio di Ödön von Horváth
con Tommaso Amadio 
e Chiara AlonzoDiana BettojaPietro De NovaGiulia Di SaccoMarco FragnelliFrancesca MacciIacopo ModestoMarcos PiacentiniMartina SacheliLapo Sintoni
coro e movimenti Marta Belloni
scene e costumi Erika Carretta
disegno luci Fabrizio Visconti
assistenti alla regia Eugenio FeaMaria José Revert
regia Emiliano Bronzino
produzione Accademia dei Filodrammatici
con il sostegno di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo – Progetto NEXT 2019/2020

NEXT 2019

Visto da Adelio Rigamonti il 14 novembre 2019

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GENERAZIONI SENZA

Ödön von Horvàth scrisse, nel 1938, un importante romanzo biografico Gioventù senza Dio in cui viene principalmente trattato il tema dei mali della dittatura in un ambiente politico in cui il coraggio delle proprie azioni viene spesso sconfitto da indifferenza, vigliaccheria e codardia dei tanti che non sono in grado di ammettere colpe e assumersi responsabilità.  Ora, col titolo monco di Gioventù senza, Bruno Fornasari ne ha fatto un adattamento teatrale e lo ha affidato alla regia di Emiliano Bronzino. Lo spettacolo interpretato dai neo diplomati e da un loro reale docente di riferimento, Tommaso Amadio, dell’Accademia del Teatro è in scena al Filodrammatici.

L’adattamento teatrale di Bruno Fornasari si limita ad aggiungere una manciata di personaggi, soprattutto femminili, e ovviamente a collocare il punto di vista autoriale e registico in posizione distaccata per luogo e tempo, mentre nel romanzo di von Horvàth il punto di vista è intrinseco perché l’io narrante è il protagonista della storia, un professore di materie letterarie in un ginnasio, che dopo successive trasformazioni riesce a sconfiggere la vigliaccheria e codardia.

In scena una classe d’oggi che rappresenta la storia di von Horvàth, questo espediente è indispensabile per sottolineare un concreto parallelismo tra due epoche in cui le generazioni giovanili sono prive di valori, o meglio private di valori ovviamente non solo religiosi. Questa sottolineatura è presente essenzialmente nel prologo, nella conclusione e in scarse e trascurabili battute nel resto della rappresentazione.

Risultati immagini per gioventù senza filodrammaticiL’importanza di aver affidato la classe di neo diplomati al loro vero docente, viene sminuita e appiattita dalla scelta, non comprensibile, di rendere vivi e attuali i giovani interpreti e lasciare il professore nei suoi limiti temporali e letterari.

Di questa sorta di non attualizzazione del docente non risulta per nulla coinvolta l’ottima prestazione interpretativa di Tommaso Amadio, che, a memoria, mi sembra di poter segnalare come una delle sue più intense interpretazioni. Con lui sul palco gli allievi freschi di diploma dell’Accademia. Una compagnia ben affiatata e precisa nei tempi della quale è corretto accomunare tutti i componenti (Chiara Alonzo, Diana Bettoja, Pietro De Nova, Giulia di Sacco, Marco Fragnelli, Francesca Macci, Iacopo Modesto, Marco  Piacentini, Martina Sacheli e Lapo Sintoni) in un giusto applauso collettivo.

La regia di Emiliano Bronzino è corretta e sciolta anche se una sfrondatina agli eccessivi cori, che sanno molto di saggio di fine d’anno, potrebbe essere utile. In scena fino 24 novembre.

Adelio Rigamonti