CASA DI RECLUSIONE MILANO OPERA

Opera Liquida Associazione

NOI GUERRA! LE MERAVIGLIE DEL NULLA

OPERA LIQUIDA Compagnia Teatrale con detenuti ed ex detenuti della Casa di Reclusione Milano Opera

Montaggio drammaturgico e regia Ivana Trettel.

Con Giulia Marchesi

Costumi progettati da Salvatore Vignola e realizzati dai detenuti costumisti sotto la guida della modellista Silvia D’Errico con gli studenti degli Istituti Scolastici Olga Fiorini.
Scenografia Tomaso Schiaffino con Marcello Buonanno  Seves  e i detenuti designer.
Interventi coreografici Riccardo Olivier – Fattoria Vittadini
Allestimento tecnico Luca De Marinis e Domenico Ferrari con i detenuti tecnici audio luci, cura del progetto Nicoletta Prevost. 
Opera Liquida fa parte dal 2018 di “Per  Aspera  ad Astra – Come riconfigurare il carcere attraverso cultura e bellezza”, rete nazionale di teatro carcere promossa da Acri e sostenuta da 10 fondazioni di origine bancaria, nata dal modello della Compagnia della Fortezza di Volterra.

Visto da Adelio Rigamonti in diretta streaming il 13 novembre 2020

NOI GUERRA! LE MERAVIGLIE DEL NULLA

NELLA TRISTEZZA DELLA PANDEMIA FRAMMENTI D’ESSENZIALE TEATRO

Noi Guerra! Le meraviglie del nulla” in diretta streaming dal palco del  carcere di Milano Opera - ArtsLife

Se il Covid chiude i teatri, non riesce tuttavia a sfiancare chi per il teatro pensa e progetta da sempre. Pur essendo convintissimo che il teatro è solo in presenza, ciò che venerdì è stato offerto in streaming  dagli attori di Opera Liquida dal palco della Casa di Reclusione Milano Opera è viva e forte testimonianza che l’arte non si ferma e che il teatro è essenziale per la vita di ogni comunità.

Se poi il messaggio parte da un carcere, assume ancora maggiore significato di resistenza e sogno al contempo e dimostra che l’attività teatrale sia fondamentale, perché attraverso la drammaturgia parlata e gestuale il detenuto rivisita il passato e avvia un processo interiore di profondo, in alcuni casi radicale, cambiamento.

Noi guerra! Le meraviglie del nulla è un progetto drammaturgico con attori detenuti ed ex detenuti che era  atteso per lo scorso marzo e che debutterà la prossima primavera. Quello a cui ho potuto assistere via streaming è un assaggio che offre suggestivi quadri emotivi in cui è possibile, proprio per la pandemia che colpisce ovunque, scorgere una raffinata ricerca, eliminato ogni contatto fisico, di nuovi codici comunicativi, che riconducono all’essenzialità naturale del teatro in cui danza, gestualità, parole e musica si fondono senza che nessuna di queste prenda il soppravvento.

Merito di Ivana Trettel, regista e anima della compagnia Opera Liquida, è quello di aver lavorato, nei quadri presentati,  con grande efficacia sull’insieme.

Ovviamente, nella scelta di offrire tre brevi frammenti emotivi, chi ne soffre è la scrittura drammaturgica

che non sempre è di immediata individuazione e comprensione soprattutto perché non sempre supportata da un efficace audio;  in alcuni momenti è facile tuttavia cogliere un lirismo alto, non di maniera e anche immediato.

Le scene dei tre quadri sono ridotte all’essenziale e sono presenti in un solo episodio quando si vedono le opere create per lo spettacolo dall’artista di arte cinetica e programmata Giovanni Anceschi.

“ A partire dalle sue storiche Tavole di possibilità liquide del 1959 – come si legge nel comunicato stampa – Giovanni Anceschi ha progettato e costruito insieme alla regista Ivana Trettel tre opere di grandi dimensioni con le celebri colate rosse, vitali e mortifere, nucleo centrale della drammaturgia scenica, che interagiscono con gli attori a ridisegnare i mondi narrati e le loro prospettive”.  Purtroppo le grandi tavole di Anceschi sono state parzialmente penalizzate dalla ripresa televisiva forse anche perché in sofferenza di luce.

Davvero di grande effetto sono i costumi, ispirati al deserto, all’arsura cui conduce la cattiveria, progettati dallo stilista d’alta moda Salvatore Vignola e realizzati dai detenuti costumisti sotto la guida della modellista Silvia D’Errico con gli studenti degli Istituti Scolastici Olga Fiorini. Costumi che contribuiscono a dar forza a una banda di derelitti in cerca di fuga dall’odio tra visibili conflitti e arsure.

Sicuramente degni di nota i sostanziali e sostanziosi suggerimenti coreografici di Riccardo Olivier della collaudatissima Fattoria Vittadini.

Un collettivo attoriale affiatato e ben attento ai tempi, non del tutto facili, imposti dalla regista e dal coreografo. Il gruppo è ben integrato dalla brava Giulia Marchesi e dagli ex detenuti Carlo Bussetti e Alfonso Carlino.

Quelli vissuti in streaming venerdì scorso sono stati attimi di vero e intenso teatro che ancora una volta ha dimostrato l’intelligenza innovativa di Ivana Trettel, che di nuovo va ben oltre al coraggio e all’abnegazione di portare in scena spettacoli con detenuti ed ex detenuti .

Per chiudere è necessario citare la chicca interpretativa dell’ex detenuto Vittorio Mantovani: un breve video di grande empatia che esalta anche la bellezza del lirico frammento posto a fine della presentazione di Noi guerra!Le meraviglie del nulla.  Sicuramente da vedere in presenza quando lo spettacolo sarà presentato nella sua completezza, Covid permettendo a primavera.

Adelio Rigamonti