LA VECCHIA DOROTEA

(Visto il 12 settembre 2017 al Teatro Gerolamo)

 Di Carlo II Colla
Regia di Eugnio Monti Colla

 DIVERTIMENTO GARANTITO CON LE MARIONETTE COLLA

La stagione teatrale del Teatro Gerolamo è iniziata nel segno della tradizione e della storia non solo dello splendido teatrino ritrovato, ma della città tutta. Di scena le marionette dei Colla con la commedia La vecchia Dorotea che dai primi anni del secolo fino al 1957 venne rappresentata abitualmente proprio al Teatro Gerolamo.

Per l’occasione della ripresa del vecchio testo,( una rielaborazione di Carlo II Colla d’una commedia messa precedentemente  in scena più volte non solo da compagnie di marionette col titolo de La giocatrice del lotto), la Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli ha compiuto un severo lavoro filologico proponendo una versione “storica” a partire dalle bellissime scenografie originali e ben restaurate di Achille Lualdi, dai costumi disegnati da Carlo II Colla per finire dall’uso delle voci di alcuni antichi componenti della Compagnia: Carla Colla, Carlo III Colla ed Enzo Oddone, interprete di Gerolamo dal 1970 sino al 2001, affiancati dalle voci di giovani marionettisti. Una recitazione, magari non del tutto professionale, che tuttavia è preziosa per esaltare l’ambiente popolare in cui si svolge l’azione scenica.

A  partire dalle brevissime sequenze del sogno premonitore di Dorotea, in cui compaiono una agitatissima e arruffatissima scimmia e un eccezionale e regale cavallo bianco montato da un moro, è facile comprendere come ci si trovi davanti a un classico del teatro per marionette.

Un classico che riporta in scena la maschera di Gerolamo comparsa a Milano sul finire del 18° secolo per opera di Giuseppe Fiando marionettista piemontese (XVIII – XIX secolo) e esaltata dalla Carlo Colla & Figli a partire dai primi anni del ‘900 fino a farla diventare un beniamino del pubblico milanese e a soppiantare, per popolarità,  la maschera milanese di Meneghino. La maschera di Gerolamo è figlia diretta della Commedia dell’Arte pre goldoniana e, come correttamente sottolinea il programma di sala,  incarna umori e malumori di ogni epoca, entusiasmi e speranze di una società in continuo mutamento.

La storia  si svolge a Milano negli anni della dominazione austriaca nel quartiere del Verziere, riconoscibilissimo nelle scenografie. Una particolare attenzione è data ai personaggi dei “ligera”, ovvero la piccola malavita del tempo.  (A lato la trama completa della commedia).

Molte le situazioni brillanti che coinvolgono il pubblico per tutti i due atti dell’opera e tra queste forse la più esilarante è la scena dei tre poliziotti che si allertano per arrestare il malfattore che vuole derubare la vecchia Dorotea del suo piccolo tesoretto vinto al lotto. Si tratta di tre felici caricature di soldati austro-ungarici (in milanese tri tognitt) che caratterizzati da una spiccata pronuncia austroslavagermanica e sapientemente mossi dall’alto forniscono un simpaticissimo e applauditissimo siparietto.

Detto delle magnifiche teste e degli splendidi costumi, un grande grazie va oltre alla regia di Eugenio Monti Colla, a tutti i componenti della compagnia: Franco Citterio, Mariagrazia Citterio, Piero Corbella, Camillo Cosulich, Debora Coviello, Cecilia Di Marco, Tiziano Marcolegio, Sheila Perego, Giovanni Schiavolin, Paolo Sette. Uno spettacolo, ovviamente non solo per bambini, da vedere.

Adelio Rigamonti

 

 

 

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LA TRAMA


Un fatto di cronaca della Milano ottocentesca che ha come sfondo il quartiere del Verziere con le sue case e i suoi abbaini, con i caffè popolati dai “ligera”, giovani senza lavoro e dediti a piccole e grandi truffe ai danni dei più deboli, diviene immediatamente tema per gli spettacoli di marionette e burattini. Nasce così La giocatrice del lotto, testo che avrà grande successo nelle diverse formazioni di teatro di animazione. Per rimanere nell’ambito culturale e sociale va precisato che Giuseppe Fiando, già stabile al nuovo Teatro Gerolamo dal 1868, anno della sua costruzione, presenterà qualche anno dopo la commedia La giocatrice del lotto.

Al centro della vicenda sta appunto una vecchia con il vizio del gioco al lotto che, presa da superstizione, giura di non giocare mai più e che il diavolo venga a prenderla se mancherà al giuramento. Ma appunto un “ligera” ordirà una truffa ai danni della vecchia. Vi è anche un compare che mette in atto un’opera di seduzione verso una fanciulla ingenua di buona famiglia. I progetti dei due verranno sventati dal personaggio di Gerolamo “maschera” che, dopo aver soppiantato il collega Meneghino, divenne il beniamino del pubblico milanese al punto che a lui venne intitolato il teatro di marionette di piazza Beccaria che da Teatro Fiando detto Gerolamo, come appare in diversi quadri dell’Inganni, divenne soltanto Teatro Gerolamo.


Qui sotto un promo della Compagnia Marionettistica Carlo Colla e Figli (da YouTube)