CHE CLASSE

(Visto al Teatro Martinitte il 12 novembre 2017)

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Di Veronica Liberale – Regia di Marco Simeoli

FINALMENTE MATURI

Al teatro Martinitt va in scena fino  al 26 novembre la commedia Che classe di  Veronica Liberale;  la regia è di Marco Simeoli.

Nora Cosentino De Cupis (Veronica Liberale) è una professoressa di liceo, nubile e sulla quarantina nonché figlia della mitica e indimenticata Preside Cosentino. Delusa dai risultati educativi e culturali ottenuti sino a quel momento, decide di impiegare le proprie energie rivolgendosi agli studenti adulti delle scuole serali sperando chesiano più motivati e soprattutto più educati.

Ad aiutarla nel suo nuovo lavoro c’è Tecla (Antonia Di Francesco) la simpaticissima bidella romana che con il suo carattere prorompente e scherzoso smorza le preoccupazioni di Nora facendo da contrappeso al suo carattere malinconico e pessimista.

Gli alunni sono quattro: Alfonso (Fabrizio Catarci), uomo intelligente ma disturbato, incapace di  interagire con gli altri e che si è legato a un barattolo di formiche del Sahara che porta sempre con sé; Calogera, in arte Sharon (Veronica Pinelli) una fashion blogger che ostenta sicurezza ed emancipazione, ma in realtà è vittima del fidanzato violento; Liubotchka (Alessandra De Pascalis),

un’odontotecnica russa che vive il suo stato di immigrata con rabbia e diffidenza nei confronti di tutti perché non ha ancora trovato il modo di dimostrare le sue capacità; infine Costantino (Simone Giacinti), ragazzo di borgata, che lavora nel ristorante di famiglia e che desidera, ottenendo il diploma alle serali riscattarsi agli occhi della madre, che ha sempre preferito il fratello a lui.

Il corso serale, per via dei lavori di ristrutturazione, si tiene nel teatro della scuola media e tutto procede bene finché non arriva la comunicazione che il teatro non è più agibile e il corso deve essere sospeso. Questa notizia sembra il preludio all’ennesimo fallimento di Nora e della sua sconclusionata scolaresca ma………

Il primo atto è comicità pura, i personaggi  sono caricaturali, soprattutto quello della bidella interpretato da Antonia Di Francesco, che il alcuni momenti ricorda la mai dimenticata sora Lella Fabrizi facendo, con la sua presenza scenica,  da trait d’union fra i vari interpreti.

Il secondo atto invece rappresenta il momento della presa di coscienza da parte dei sei personaggi che per la prima volta riflettono a fondo su sé stessi, accettandosi per quello che sono e facendo emergere i disagi che finora hanno impedito loro di realizzarsi. Per la prima volta decidono di non arrendersi e combattere per riottenere il loro corso serale perché come ha insegnato loro la professoressa Cosentino tacere quando si dovrebbe protestare è un peccato che rende gli uomini dei codardi (Ella Wheeler Wilcox).

Anche questo spettacolo, come quasi tutti quelli di scena al Martinitt, è commedia leggera che tuttavia  invita a riflettere su tanti argomenti attuali: il rapporto con i genitori, il matrimonio, l’immigrazione, la violenza nella coppia.

Sicuramente una buona idea per trascorrere una serata con tutta la famiglia.

Marina Salonia

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