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L’ANATRA ALL’ARANCIA

(Visto al Teatro Manzoni il 12 ottobre 2017)

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Di William Douglas Home
Regia di Luca Barbareschi

UN’ANATRA NON DEL TUTTO COTTA

Giovedì 12 ottobre è iniziata con la commedia brillante “L’anatra all’arancia” la stagione teatrale del Manzoni. Lo spettacolo in scena sino al 29 ottobre si ispira al testo “The secretary bird”di William Douglas Home e Marc Gilbert Sauvajon. L’adattamento drammaturgico è di Nicoletta Robello Bracciforti, la regia è di Luca Barbareschi che è anche interprete nei panni di Gilberto accanto a Chiara Noschese nel ruolo della moglie Lisa.

Barbareschi e la Robello Bracciforti hanno proposto una versione attualizzata del testo originale discostandosi anche da chi in precedenza aveva portato in scena o sul grande schermo questa commedia. Ricordiamo la storica edizione del 1973 in cui recitavano Alberto Lionello a fianco di Valeria Valeri nonché il film in cui Luciano Salce diresse i grandi Ugo Tognazzi e Monica Vitti.

La pièce si sviluppa attorno alla crisi della coppia: lui un produttore televisivo, egocentrico, abituato a essere sempre al centro dell’attenzione soprattutto femminile, lei una moglie trascurata che finisce per cedere al corteggiamento di Volodia (Gerardo Maffei), un nobile russo dall’animo romantico e un po’ tontolone che vive in una gran villa in Lucania con mamma e i figli avuti dai tre precedenti matrimoni.

Nel momento in cui Gilberto scopre il tradimento di Lisa e la sua intenzione di lasciarlo tenta il tutto per tutto  per riconquistarla e dimostrarle che il loro amore dopo 25 anni non è ancora finito. Organizza un week-end a quattro durante il quale ospiterà oltre al Volodia anche la propria segretaria Chanel Pizziconi (Margherita Laterza) che si rivelerà un misto di stupidità ed erudizione. Il tutto si svolge sotto gli occhi del maggiordomo Gennarino, che ha visto nascere Lisa e la protegge da Gilberto per il quale prova un’evidente avversione.

Dall’incontro dei quattro personaggi nascono gags e situazioni comiche che fanno sorridere lo spettatore che può riconoscersi in alcune dinamiche coniugali. perché anche le nostre storie, a volte, assomigliano a quella di Gilberto e Lisa.

La scenografia di Tommaso Ferraresi è bella, raffinata ed essenziale e rende bene l’appartamento di una famiglia benestante della Brianza abituata agli agi e alla frequentazione del jet set della Milano bene.

Il primo atto che vede in scena, per gran parte del tempo,  Gilberto e Lisa scorre con buon equilibrio e puntualità nei tempi scenici e anche la bravura degli attori fa pensare a una ben oliata e perfetta macchina teatrale.

Così non è nel momento in cui entrano in scena gli altri personaggi, che l’egocentrismo registico di Luca Barbareschi relega in ruoli quasi farseschi e si perdono quei tempi scenici perfetti dell’inizio.

Nel complesso è uno spettacolo gradevole, che tuttavia ha bisogno di qualche ritocco, magari anche di una sforbiciatina per condurre nei binari iniziali della commedia elegante l’intero spettacolo. Da quest’anatra c’era da attendersi qualcosa di più.

Marina Salonia

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