PICCOLO TEATRO - TEATRO STUDIO MELATO

FREETIME

di Gian Maria Cervo e dei Fratelli Presnyakov
regia Pierpaolo Sepe
con Cesare Ceccolongo, Chiara Degani, Gregorio De Paola, Riccardo Festa, Noemi Francesca, Martina Galletta, Giorgia Masseroni, Giuseppe Orsillo
con la partecipazione in voce di Vukan Pejovic
scene e costumi Christin Vahl | costumista collaboratrice Rossella Oppedisano | coordinamento Luigi Cosimelli, Marco Vaccari, Diego De Grandis
Una coproduzione Festival Quartieri dell’Arte (TSAM) con l’associazione la Dramaturgie, realizzata per il Teatro Reale di Zetski Dom – Cettigne (Montenegro) nell’ambito del progetto ADNICH


Visto da Adelio Rigamonti al Piccolo/Teatro Studio il 12 settembre 2020

FREETIME

RUMINAZIONE FILOSOFICA

Sabato 12 settembre - TRAMEDAUTORE 2020Ruminazione filosofica è una delle definizioni contenute nelle note di regia per presentare Freetime di Gian Maria Cervo e fratelli Presnyakov con la regia di Pierpaolo Sepe, secondo spettacolo del Festival Tramedautore. Credo che nessuna definizione possa essere migliore per uno spettacolo come quello visto la sera del 12 settembre al Teatro Studio. Infatti si rumina molto, a volte cervelloticamente, partendo da un testo confuso, temo per scelta, in continuo precario equilibrio tra pochade, quasi circense, e sarcasmo kitch che si riscontra spesso nell’attuale drammaturgia russa.

La ruminazione filosofica è tutt’attorno all’incapacità di resurrezione o redenzione dell’uomo d’oggi e della società in cui vive.

Lo spettacolo è un pastiche di storie, spesso non ben tracciate, nel tentativo, non immediato, di fornire un affresco distaccato e scanzonato del mondo negli ultimi dieci anni. Free Time appare come un labirintico viaggio per l’Europa e per svariati generi  teatrali e ciò spesso confonde, o per lo meno non avvicina, lo spettatore.

A tratti si intravede, grazie alla gran capacità degli attori, la volontà sottotraccia di stendere un testo, tra monologhi prettamente teatrali e prove di rappresentazioni di una pièce scalcagnata, per narrare una società senza futuro.

Molte chiacchiere e molti luoghi comuni nel testo, molta forma e poco scavo contenutistico nella regia.

Proprio la regia, che mira più all’estetica che all’esplicitare il contenuto, evidenzia maggiormente la pochezza di un testo volutamente destrutturalizzato.

Ne esce così uno spettacolo lungo, appariscente ma non afferrabile in tutte le sue parti.

Tra pochezza del testo e una regia più impegnata, come detto, all’apparenza (incomprensibile l’inizio della seconda parte con tanto di, inutili, coriandoli) e allo stupire, spicca l’ottima recitazione di gruppo per tempi ed espressività. Nell’ottimo cast formato da Cesare Ceccolongo, Chiara  Degani, Gregorio De Paola, Riccardo Festa, Noemi  Francesca, Martina Galletta, Giorgia Masseroni, Giuseppe Orsillo, Vukan Pejovic, una menzione in più merita senz’altro Riccardo Festa, nel ruolo d’Adamo, vero efficace centro motore di tutto lo spettacolo.

Adelio Rigamonti