LA MARIA BRASCA

(Visto allo Spazio Tertulliano l’11 maggio 2018)

Risultati immagini per la maria brasca avirex

Di Giovanni Testori – Regia di Giuseppe Scordio

STORIA E TEATRO DI PASSIONE

La Maria Brasca di Giovanni Testori andata in scena allo Spazio Avirex Tertulliano con la regia di Giuseppe Scordio è decisamente uno spettacolo in cui la passione, sotto diversi punti di vista, è protagonista assoluta.

È la passione emotiva e sensuale a essere il motore della favola cruda ma a lieto fine (o quasi) che gira intorno alla Maria Brasca, un’operaia contemporaneamente concreta e sognatrice quasi ingenua, che agisce in una Milano Anni Cinquanta, periferica, povera,  degradata, che con fatica s’impegna a uscire dalla guerra e dalle sue macerie.

È la passione o amore, che spesso sono sinonimi, per il teatro che ha spinto Giuseppe Scordio a mettere in scena sul palcoscenico del gradevole spazio Avirex Tertulliano uno spettacolo complesso pur nella sua linearità, una sfida non facile da affrontare se costretto a far i conti con le risorse finanziarie non sempre floride e il voler tenere alto il valore delle proposte teatrali.

Uno spettacolo povero, ma più che dignitoso con piacevoli intuizioni scenografiche sempre all’insegna di una essenziale semplicità. Nonostante qualche discrepanza o dissonanza scenografica che sottolineano una non perfetta attenzione filologica (dissonanze filologiche più accettabili nelle scelte musicali con brani della fine degli anni 60 che tornano ugualmente gradite all’orecchio) lo spettacolo è gradevole e gli attori Stefano Annoni, Gianna Coletti e lo stesso Giuseppe Scordio  sono generosi  nell’infondere passione e professionalità nei vari ruoli di contorno a una brava e convincente Margò Volo, sempre corretta nei tempi e nelle misure e con una gran carica empatica che coinvolge il pubblico. Uno spettacolo sulle periferie dei tempi andati in un teatro della periferia d’oggi che, nonostante un necessario e più accurato studio filologico, merita attenzione.

Adelio Rigamonti