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LA GUERRA DEI ROSES

(Visto il 10 novembre al Teatro Manzoni)

Da William Warren Adler – Regia di Filippo Dini

GLI EGOISMI DIABOLICI DEI CONIUGI ROSES

Al Teatro Manzoni dal 9 al 26 novembre Ambra Angiolini e Matteo Cremon portano in scena La guerra dei Roses.

La commedia, che si ispira all’omonimo romanzo del 1981 di Warren Adler, divenuto celebre per il film diretto da Denny De Vito e interpretato da Michael Douglas e Kathleen Turner, racconta della folle separazione dei coniugi Roses.

Jonathan è un avvocato di successo, ha il suo lavoro appagante, la passione per i vini,  le orchidee, l’antiquariato e le auto sportive; tutto ciò anche grazie a Barbara che è sempre stata al suo fianco per sostenerlo nella sua brillante carriera. Nella loro casa perfetta ogni dettaglio è stato scelto con cura.

Ma dopo diciotto anni qualcosa si è incrinato: Barbara si rende conto di avere vissuto sempre all’ombra del marito e di non avere realizzato niente per se stessa. La sua passione è sempre stata la cucina e ora vuole mettere a frutto le sue doti aprendo una società di catering. Jonathan non lo accetta, non vuole cambiamenti, credendosi lui il solo artefice della loro vita agiata e Barbara ne deve essere solo un complemento.

Lentamente la loro storia inizia a fallire, i loro desideri non collimano più, non riescono più a sopportarsi e decidono per la separazione. Ma chi deve lasciare la casa? Nessuno dei due è disposto a lasciare quel luogo simbolo del loro status sociale e di tutto ciò che hanno saputo costruire finora.

Inizia tra i due una lotta coniugale che diventa spietata e crudele quanto una guerra che li trasformerà profondamente fino a farli divenire esseri diabolici e finire insieme all’Inferno. A sottolineare questa trasformazione gli ottimi accorgimenti scenografici e gli accattivanti effetti di luce.

La regia accurata di Filippo Dini ci regala una commedia che in alcuni momenti riesce anche a farci sorridere pur raccontando tutto il dolore di questa coppia che colpo dopo colpo arriva a distruggersi e a distruggere ogni cosa che li rappresenta.

Piace il lavoro di Laura Benzi che nel realizzare le scenografie segna e segue il percorso emotivo di Barbara e Jonathan in un crescendo di drammaticità: dapprima un solo telo nero, quasi sul proscenio,  davanti al quale i protagonisti elencano le ragioni del loro divorzio ascoltati a lato del palco dai loro due avvocati (Massimo Cagnina e Emanuela Guaiana). Poi la loro bellissima casa con una grande scala che porta al piano superiore; dall’alto, al centro, penzola il lampadario di cristallo che segnerà l’epilogo della storia e le pareti inclinate quasi come segno premonitore del crollo definitivo del rapporto.

Perfetta e convincente l’interpretazione di Ambra Angiolini, maturata nel suo percorso artistico soprattutto nel raggiunto ampio registro vocale e nell’abilità nel gestire i movimenti mimici, spesso intrisi di divertente e divertita ironia. Ambra Angiolini ha risposto appieno alla fiducia in lei riposta dal  regista Filippo Dini che l’ha scelta per un ruolo sicuramente non semplice.

Accanto a lei vi sono Matteo Cremon, disinvolta spalla anche se a volte non regge i ritmi della protagonista, Massimo Cagnina, che non solo nel ruolo dell’avvocato di Jonathan, riesce a divertire con toni quasi farseschi, e infine Emanuela Guaiana, non sempre incisiva.

Il primo tempo è piuttosto lungo e lento, mentre il secondo atto è un crescendo di emozioni e costringe il pubblico a trattenere il fiato in attesa di ciò che sarà il tragico epilogo.

Ironia e comicità sullo sfondo della drammaticità della vicenda rendono questo spettacolo sicuramente gradevole e da gustare.

Marina Salonia

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