PICCOLO TEATRO - TEATRO STUDIO MELATO

RITORNO A REIMS

Fino al 16 novembre 2019 

dal libro di Didier Eribon
world copyright Editions Fayard, Paris
traduzione di Annalisa Romani
© 2017 Giunti Editore S.p.A. / Bompiani
drammaturgia Florian Borchmeyer
traduzione Roberto Menin
regia Thomas Ostermeier
scene Nina Wetzel
light design Erich Schneider
sound design Jochen Jezussek
film Sébastien Dupouey, Thomas Ostermeier
camera Marcus Lenz, Sébastien Dupouey
suono (film) Peter Carstens
musiche Nils Ostendorf
con Sonia Bergamasco, Rosario Lisma, Tommy Kuti
coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Fondazione Romaeuropa
in collaborazione con Schaubühne, Berlino

produzione prima versione Schaubühne Berlin con Manchester international Festival, HOME Manchester, Théâtre de la Ville de Paris

Le recite del 12, 19, 26 ottobre e 2, 9, 16 novembre 2019 sono sopratitolate in inglese
Sopratitoli a cura di Prescott Studio


Visto da Claudia Pinelli al Piccolo/Teatro Studio Melato  il 10 ottobre 2019

RITORNO A REIMS

UN RITORNO A REIMS DI AMPIO RESPIRO

È in scena al Piccolo Teatro studio Melato dal 10 ottobre al 16 novembre 2019 questo particolare e interessante lavoro teatrale che ha al centro la lettura di stralci significativi del saggio Ritorno a Reims del sociologo francese Didier Eribon  che, partendo dal suo ritorno alla città natale dopo vent’anni, per la morte del padre,  ripercorre la propria crescita e emancipazione da una cultura e una situazione economica svantaggiate, l’accettazione e la rivendicazione della propria omosessualità, l’impegno politico crescente per l’uguaglianza e i diritti. Rimpossessandosi del proprio passato si riappacifica con la propria storia e si interroga su come sia stato possibile, in Francia e in tutta Europa, che le classi più disagiate abbiano abbandonato le rivendicazioni proprie della sinistra per spostarsi sempre più a destra facendo arrivare al potere partiti che propugnano diseguaglianze, razzismi e  xenofobie.

 La drammaturgia di Florian Borchmeyer inserisce il saggio in un contesto  in cui l’attrice Sonia (Sonia Bergamasco) convocata in uno studio di registrazione nella periferia di una grande città legge quelle pagine ad accompagnare le immagini del documentario del registra Rosario (Rosario Lima), con l’aiuto del tecnico del suono Tommy (Tommy Kuty) rapper bresciano di origine africana.

I dubbi e la discussione dei protagonisti  su alcune parti del saggio fanno emergere le contraddizioni, i dubbi, le angosce su una realtà, che si sposta da quella francese a  quella italiana, che si ha necessità di decodificare  senza demonizzazioni accettando, nel tracollo dei valori che sembravano consolidati, non la malvagità degli altri ma le responsabilità propria e di una sinistra che tradendo le proprie istanze, dimenticando gli ultimi e le diseguaglianze sociali,  ha perso significato lasciando ai fascismi campo libero.

 I protagonisti non si nascondono, si prendono la responsabilità, chiedono e si chiedono: Io cosa sto facendo per cambiare le cose?

Il regista Thomas Ostermeier porta in scena un lavoro non semplice, di ampio respiro e di forte senso politico, con abili cambi di tono che includono anche una performance rapper e momenti di coinvolgimento diretto del pubblico in sala, restituendo un concetto di teatro attivo e di impegno sociale.

Claudia Pinelli