MISTERO BUFFO – PARTI FEMMINILI

Di Dario Fo e Franca Rame – Regia di Emilio Russo e Lucia Vasini  (Visto al Teatro Menotti il 1° marzo 2019)

DE VULGARI ELOQUENTIA

A cinquant’ anni dalla prima di Mistero buffo, Lucia Vasini ne porta in scena al teatro Menotti (dal 1° al 17 marzo) le parti femminili di Franca Rame. L’idea, anche se di primo acchito rischiosa, riesce perfettamente. Le parti tagliate (quelle maschili) vengono accennate subito dopo il primo brano (La nascita di Eva): non c’è mai la presunzione di portare in scena QUEL Mistero buffo, che comunque veniva aggiornato e modificato continuamente anche dagli stessi Fo e Rame. In quei minuti la Vasini si siede e omaggia i due artisti, con quella che sembra addirittura una chiacchierata improvvisata: mette sul tavolo tutte le carte, ricordando da cosa nasce lo spettacolo del premio Nobel (da canovacci riportati da qualche notaio su atti pubblici medievali) e le passioni di Dario Fo (la musica, il canto, la lingua). Lucia Vasini non dimentica, in questa sede, di chiarire che sono l’improvvisazione e il pastiche linguistico ad aver dato vita sempre nuova all’opera e ad averla resa bandiera della cultura popolare, quella in cui trova le radici l’impegno civile, che nella tradizionedei giullari, dileggia il potere e restituisce la dignità agli oppressi.

Risultati immagini per menotti mistero buffoProprio così Lucia Vasini, diretta dal bravissimo Emilio Russo, inscena un Mistero buffo ancora profondamente critico, che parla di attualità, di società, di politica, di amore e di miracoli mediterranei: grazie al grammelot e al canto in “inglese” onomatopeico si distingue quasi chiaramente prima un accenno a un “God” che forse “is black” contrapposto a una figura “troppo white” contro cui inveisce, poi sembra addirittura di sentire il nome dell’attuale ministro dell’Interno riferito alla sedia (unico oggetto sul palco scarno) sbattuta malamente qua e là. Magari altri spettatori avranno distinto altro nell’intersecarsi dei dialetti padani.

C’è, a proposito, una chiusa inaspettata, successiva ai pezzi Parpaja topola e Maria alla Croce, con la quale viene dato un valore ancora più forte al grido disperato di Maria contro Gabriel (che mai le annunciò la morte in croce del figlio). Ma mi fermo prima dello spoiler, consigliando semplicemente di non alzarsi subito a fare foto dopo questi due pezzi (come è successo alla prima di venerdì 1°).                                                                                                                                                                           Roberta Pasetti                                                                    

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