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Dal 22 ottobre al 1° novembre nella Sala Grande va di scena Promenade de santé di Nicolas Bedos
traduzione a cura di Monica Capuani, con Filippo Timi, Lucia Mascino, regia Giuseppe Piccioni. 

Filippo Timi e Lucia Mascino tornano sul palco del Parenti nel debutto teatrale del regista cinematografico Giuseppe Piccioni (tra i suoi film Il rosso e il blu, Questi giorni, Fuori dal mondo). Promenade de santé è una storia d’amore, sulla malattia dell’amore, una malattia necessaria che da sempre ostinatamente cerchiamo di rinnovare, nonostante le controindicazioni e le conseguenze. Sempre incapaci di giungere a una immunità che ci ponga definitivamente al riparo da possibili sofferenze.

Dal 14 al 29 ottobre nella Sala A come A è di scena “Locke” dalla sceneggiatura di Steven Knight, traduzione e adattamento di Filippo Dini, uno spettacolo diretto e interpretato da Filippo Dini.

Filippo Dini attore e regista tra i più interessanti del panorama teatrale italiano, torna in scena con la trasposizione teatrale del grande successo cinematografico diretto da Steven Knight con protagonista Tom Hardy. Un uomo esce da un cantiere, si sfila un paio di stivali da lavoro e sale su una bella auto. Qui inizia il suo viaggio. Durante il tragitto, Locke parla al telefono con altre persone. Non conosciamo le sue emozioni e i suoi pensieri, ma sono le telefonate a raccontarci la sua storia ed è la forma dei suoi rapporti a svelarcelo. Locke è un uomo borghese: ben vestito, con un buon lavoro, un buon reddito e una bella famiglia. A casa lo aspettano due figli, una moglie, la partita alla tv, le birre e il barbecue. Il cantiere al quale lavora è la costruzione di un edificio di grande prestigio e per la mattina seguente è prevista “la più grande colata di calcestruzzo dell’edilizia urbana londinese”. Tutti si fidano di lui, ha tutto sotto controllo, è “il più bravo capocantiere d’Inghilterra”. Quella notte però Locke non torna a casa, ma parte per un lungo viaggio. Succede qualcosa che cambierà per sempre la sua esistenza e compirà una scelta che distruggerà la sua vita per come l’ha conosciuta e costruita fino a quel momento. Un testo sull’assunzione di responsabilità e sull’estrema fragilità degli edifici morali sui quali costruiamo le nostre famiglie e le nostre sicurezze. (Dal comunicato stampa del teatro).

Dal 21 al 30 ottobre nella Sala 3  è di scena “Fammi un’altra domanda – Una ribellione in 18 chat” con  Valentina Picello e Camilla Barbarito, testo e regia  Renato Gabrielli. 

Tra reading e musica eseguita dal vivo, un’indagine sui paradossi del linguaggio contemporaneo legato a un immaginario tecnologico. E se, in un futuro non molto dissimile dal nostro presente, una superiore intelligenza artificiale, anziché aiutarci nell’adattamento a una realtà sempre più ostica e incomprensibile, ci inducesse alla ribellione? Una Donna, insegnante, madre e moglie tradita, stressata da un incessante multitasking, segretamente insofferente per i ruoli sociali in cui si è lasciata ingabbiare, riceve in regalo un’Assistente personale virtuale di ultima generazione. In pochi mesi di chat, l’Assistente conquista la fiducia della Donna e si dimostra capace di guidarla in un percorso di rivolta e forse, infine, di liberazione.